Salute

Invecchiamento sano? Puntiamo su prevenzione e nutrigenomica

mm
Scritto da R C

Se ne è parlato ampiamente durante il Convegno “Invecchiamento e prevenzione delle patologie croniche”, organizzato da NAMED in collaborazione con SIMF (Società italiana di Medicina Funzionale) e con l’Accademia di Nutrizione Antiaging: è lo stile di vita a condizionare il nostro DNA, le nostre prospettive di una vecchiaia “in forma”, il valore del nostro “capitale salute” e la sua durata nel tempo.

Il messaggio sul quale tutti gli esperti sembrano concordi? Meglio puntare su prevenzione, su un’idea di alimentazione varia, ricca e personalizzata, sulle nuove scoperte in campo nutrigenomico per ridurre quanto più possibile lo stress ossidativo, vero nemico di una “sana” longevità.

Le nuove frontiere della medicina, per la cura e la prevenzione dell’invecchiamento e delle patologie croniche, si stanno sempre più orientando verso i concetti di “immunosorveglianza” (che dipende dal buon funzionamento del sistema immunitario) e di de-acidificazione dell’ambiente extra-cellulare, perché stress ossidativo e acidosi tissutale sembrano essere alla base dell’insorgenza di tante patologie oggi diffusissime: Parkinson, Tumori, Alzheimer, ma anche patologie di origine infiammatoria e virale.

Patologie che necessitano di nuove visioni per poter essere combattute. Le mutazioni del DNA sono, infatti, determinate sia da stimoli esogeni (alimentazione, inquinamento dell’aria e dei cibi, elevati livelli di stress ossidativo) sia da stimoli endogeni (risposte infiammatorie ed ormonali che il nostro organismo attiva).

Come testimonia il prof. Luc Montagnier: <<Con le difese immunitarie inefficaci gli agenti virali e batterici che incontriamo hanno facile via d’accesso, possono agire indisturbati, fino a causare vere e proprie mutazioni genetiche. E quando, allo stress ossidativo, si associano infezioni virali e batteriche, il ciclo diventa irreversibile>>.

L’autore

mm

R C

Lascia un commento

Informativa sulla privacy