Salute

Influenza: prevenzione e “protocolli-tampone”

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Scritto da R C

Una corretta prevenzione in vista del picco influenzale prevede un protocollo che è, di fatto, una serie di indicazioni di “stile di vita” e che, come tale, va seguito tutto l’anno.

Ne trarrà beneficio l’intero organismo, non solo in caso di influenza, perché la parola d’ordine sarà “rinforzare”: le difese immunitarie, in primis, ma non solo… E se per una corretta prevenzione sembra ormai troppo tardi, iniziamo comunque a modificare le nostre abitudini e, nel frattempo, ricorriamo a preparati fitoterapici in grado di “tamponare” l’emergenza influenza.

La prevenzione inizia ora, con i consigli della dr.ssa Daniela Malagò, specialista in ematologia e medicina funzionale.
  • Ogni giorno concediamoci una dieta varia, a base di frutta, verdura, proteine nobili (preferibilmente pesce), legumi e cereali integrali. Evitiamo zuccheri e carichi proteici, in questo modo manteniamo in forma l’intestino e scongiuriamo il rischio di disbiosi. Utilizziamo integratori adatti a rendere più performanti le nostre difese immunitarie e a colmare eventuali carenze alimentari: pre e probiotici per l’intestino, Vitamina C, Echinacea e Influnam (Panax quinquefolium e Sambucus nigra) per i disturbi influenzali, Papaya fermentata FPP per un’azione immunostimolante;
  • ogni giorno è bene praticare mezz’ora di attività fisica e sportiva, meglio se all’aria aperta;
  • ricordiamoci di areare gli ambienti in cui viviamo e lavoriamo e di uscire quanto più possibile all’aria aperta, anche con i bambini, perché è negli ambienti chiusi che si diffondono più facilmente i virus;
  • curiamo, oltre all’alimentazione, anche il “come” mangiamo: la masticazione deve essere lenta e prolungata per non impegnare troppo l’apparato digerente e quello intestinale dopo ogni pasto;
  • evitiamo il più possibile situazioni che possono risultare stressanti, prendendoci i nostri tempi ed evitando la fretta;
  • quando siamo influenzati, lasciamo che il nostro organismo reagisca autonomamente, senza cercare di ridurre i tempi di recupero necessari perché abbiamo urgenza di tornare ai nostri impegni.

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