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Sopravvivere al Natale? Bastano un “pentalogo” ed il libro giusto. Forse…

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Scritto da R C

Non è un mistero che nel periodo natalizio aumentino le richieste di visite dallo psicoterapeuta, così come i casi di depressione ed ansia.

Del resto certi disturbi, che coinvolgono la sfera emotiva, trovano terreno fertile tra i pacchi dono: chi è solo si sente ancora più solo quando tutti intorno sembrano felici e le occasioni di incontri conviviali tra parenti e amici si moltiplicano.

E chi non è solo, in certi momenti vorrebbe tanto esserlo, causa code chilometriche sulle vie d’accesso agli shopping center, falsi baci beneaugurali anche con chi proprio non si sopporta, infinite sedute tra panettoni e pettegolezzi familiari che, dopo un po’, occorre dirlo, mettono a fuoco invidie malcelate di cui se ne farebbe volentieri a meno…

Per sopravvivere al Natale via libera allora a strategie di “buonsenso”, che vanno seguite con stoica fermezza anche quando tutti intorno sembrano impazzire.

E, se tutto ciò non dovesse bastare, occorre acquistare in libreria “Sopravvivere al Natale con l’intelligenza emotiva”, di D.Goffman, pseudonimo di un brillante autore italiano che, alla ricerca di strategie per sfuggire a fastidi e ansie della vita quotidiana, ha trovato nell’intelligenza emotiva la soluzione per trovare, anche sotto l’albero, momenti di insperata felicità.

Prima, però, ecco un “pentalogo” delle caratteristiche necessarie per uscire indenni dalle famigerate feste di Natale…

1. LUNGIMIRANZA. Prima di Natale, molto prima di Natale; all’incirca tra giugno e ottobre, quando siete in vacanza rilassati, e nel mercatino provenzale vedete quel diffusore di lavanda “che tanto piacerebbe a mia sorella”…non siate tirchi, siate lungimiranti e compratelo, al volo: sarà meraviglioso avvolgerlo in quella sfavillante carta natalizia, in tutta calma, proprio mentre tutti gli altri corrono come dei disperati in cerca di regali il 24 dicembre!

2. CAPACITA’ DI SINTESI. Prima di natale…puntate tutto sul “mono-regalo” purchè diversificato: per tutti libri, grazie ad un’unica incursione in libreria, o magari addirittura scegliendo via web, ma con occhio attento e sensibilità verso i gusti di ciascuno. L’ultimo libro di ricette dello chef di grido per il cugino che guarda tutte le edizioni di Masterchef, comprese quella australiana e made in USA. Il diario dei segreti per la nipotina quasi teen-ager…ce n’è per tutti, e se leggere un libro vi sembra attività “old-fashion”, sappiate che i neuroni vanno allenati, che scrivere su carta impegna e consolida abilità logiche diverse rispetto a postare twitt ed sms e che in fondo il Natale è un po’ “old-fashion”, dunque…quale occasione migliore??

3. CAPACITA’ DI ESTRANIARSI. La “capacità di estraniarsi” è una virtù difficile da coltivare, che richiede un certo allenamento, ma che si rivelerà di vitale importanza in molti, difficili momenti che caratterizzano il periodo Natalizio. Quando, per esempio, sarete imbottigliati nel traffico perché tutto il mondo si troverà sulla vostra strada per lo shopping pre-natalizio. Oppure quando vostra cognata o vostra suocera, guardando con aria compassionevole il panettone gastronomico che avete preparato sudando sette camicie, esordiranno con un “cara, non dovevi, la Pucci ha portato quello dell’Oldani: costa un patrimonio, ma è il migliore…” In questi ed altri drammatici frangenti la soluzione è una sola: estraniarsi. Cioè smettere di ascoltare, guardare, fare, e immaginarsi, invece, su un’isola tropicale, immersi in acqua di mare, tra indigeni che vi offrono papaya e cocktail esotici. Potreste metterci un po’ a perfezionare la tecnica, perché non è per niente facile isolarsi, ma sappiate che più particolari “vivete” nel vostro sogno ad occhi aperti più la situazione risulterà reale. Potreste metterci un po’ anche a “ritornare”, ma in questo caso i vantaggi sono indubbi…

4. SPIRITO PIONIERISTICO. Se l’idea del solito pranzo di Natale con il solito “menù tradizionale” proprio non vi piace, offritevi, per tempo, di rinnovare le portate, portando in tavola una ricetta esotica, che giustificherete come “piatto tipico Natalizio” del paese d’origine. Nessuno potrà rifiutarvi questo exploit: in fondo, Natale non è condivisione e pace fra i popoli di tutto il mondo? Un solo consiglio: fatelo solo se veramente siete ottimi cuochi. In caso contrario meglio puntare su “evergreen” che richiedano minime capacità organizzative. Della serie “poca spesa (poco stress in questo caso…) e molta resa”: soutè di cozze e vongole, carpacci di salmone e spada affumicato, antipasti di salumi all’italiana, pandoro con crema al mascarpone, etc. E, se proprio non ce la fate a mettervi ai fornelli, portate vini e spumante!

5. TANTA PAZIENZA E SPIRITO….NATALIZIO! Sorrisi forzati dalla situazione – a Natale la felicità è un “must”-, atti di religiosità solo formali, abbracci falsi tra persone che stentano a parlarsi durante il resto dell’anno, sono situazioni che preferireste evitare ma che vi è impossibile ignorare. Che fare a questo punto? La scelta è duplice: potete decidere di usare un tocco di sana ironia, che servirà a smorzare le polemiche e ad alleggerire l’atmosfera…sempre che anche gli altri siano dotati di sense of humor! Oppure potrete decidere di armarvi di santa pazienza e spirito di sopportazione, pensando che, in fondo, anche il Natale…passa in fretta!

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