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Letture da mille e una… vacanza!

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Scritto da R C

L’estate, tempo “liberato”, ci consente anche qualche lettura. La selezione scelta arriva direttamente da: “La parola cura”, un ciclo di incontri milanesi a cura di www.germogliaps.org, che pone la letteratura al centro delle emozioni e crea “rassegne per non rassegnarsi” aperte al pubblico. Ad ognuno uno spunto, a seconda dei gusti, dell’umore del momento, dei desideri…Tutti libri da mettere in valigia, spesso di piccoli editori e piccoli/grandi autori, perché le buone letture vanno fatte circolare.

Per chi anche d’estate non vuole evadere ma approfondire l’attualità e la cronaca dei tempi in cui ci muoviamo, “Il buco che ho nel cuore ha la tua forma”, una raccolta di racconti spesso crudi e che fanno sempre pensare, scritti da Eleonora Molisani con l’esperienza di chi, facendo di mestiere la giornalista, è abituata a confrontarsi con la durezza dei fatti di cronaca. “Sono iceberg dalla punta aguzza e la zavorra pesante, che scuotono la coscienza in modo brutale e politicamente scorretto, mettendo il lettore di fronte allo spettacolo, spesso osceno, del mondo contemporaneo”, spiega Eleonora.

A chi ama il genere del romanzo e la scrittura densa, ricercata, quasi preziosa, “Quella solitudine immensa di amarti solo io” di Paolo Vitaliano Pizzato (Meligrana Editore), permetterà di immergersi in atmosfere in cui ogni dettaglio è prima immaginato poi descritto, per raccontare, attraverso visoni del quotidiano, personaggi e situazioni, una storia dei nostri tempi, un ritrovarsi genitori all’improvviso, attraverso un intenso camminare in bilico tra “sé” e la propria solitudine, tra apertura e chiusura, tra immaturità e bisogno di guardare avanti, tra l’essere figli “per sempre” e il diventare nostra volta padri e madri.

Trattare con ironia e capacità di far sorridere, senza mai però cadere nella banalità e nella superficialità, un tema “pesante” come la perdita di un genitore, è possibile. E se ti chiami Giuseppe Braga e hai pubblicato “Ricordati dei fiori” (Priamo ed.), riuscirai a farlo grazie ad un linguaggio contemporaneo e personalissimo, decisamente “molto / parecchio” scorrevole, riuscendo a scomodare miti del calibro di Jim Morrison per creare brevi “post” ricchi di sense of humor e allo stesso tempo aperti ad una riflessione pensosa su temi importanti e persino inevitabili in certi momenti…

Elevator” di Lucia Grassiccia (Prospero Editore) racconta l’amore e l’umanità variegata attraverso il saliscendi lento di un ascensore di un palazzo come ce ne sono tanti nelle nostre città, in cui si incontrano persone e si intrecciano destini: ad ogni piano un’occasione per esplorare l’imprevedibile prevedibilità della vita e le sfumature dell’anima di chi entra e di chi esce…” Ogni piano sta tra altri due, ma nessuno sta con un altro. Si stanno accanto senza vedersi, paralleli. E così tutti quelli che lo popolano, soli, lontani.”. Una prosa che spesso e volentieri strizza l’occhio alla poesia, fatta di immagini quasi oniriche e parole che lasciano segni leggeri e solchi profondi…

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