Salute

La disbiosi, subdola e “trasversale”

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Scritto da R C
Quando la flora batterica intestinale si altera per mille motivi, spesso non legati in via primaria all’intestino, si manifesta la disbiosi intestinale, una vera e propria malattia, caratterizzata da alcuni sintomi che interessano, trasversalmente, tante diverse “aree” del nostro organismo, perché, di fatto, la disbiosi mina le nostre difese immunitarie.

Cattiva digestione, gonfiore, stitichezza alternata a diarrea, stanchezza mattutina, aerofagia, eruttazioni fastidiose, persino candidosi vaginale e infezioni del cavo orale sono solo alcune delle conseguenze più frequenti.

Ma da dove ha origine la disbiosi?

Lo stress è senza dubbio uno dei fattori chiave nell’insorgenza del disturbo. La nostra giornata, fin da quando siamo imbottigliati nel traffico mattutino, è scandita da una lunga serie di appuntamenti e doveri che ci accompagnano nevroticamente fino a sera, togliendoci ultimamente anche la pausa del mezzogiorno: consumare il pranzo da seduti è ormai un’abitudine scomparsa nella vita odierna, sostituita, e non sempre, da un fugace panino in piedi. La parola d’ordine di ogni messaggio è “il prima possibile”. Fast food, fast track, fast forward, cibo veloce, strada veloce, avanti tutta! Ecco qui l’essenza della nostra epoca e del suo modello maniacale; come disse A. Huxley all’inizio del Novecento: <<noi moderni non abbiamo inventato nessun nuovo peccato capitale oltre ai sette peccati capitali dei tempi antichi, se non la fretta>>.

In queste condizioni di stress, la disbiosi intestinale viene ulteriormente favorita da un’alimentazione poco equilibrata, dalla mancanza di attività fisica e dall’assunzione di taluni farmaci (antibiotici, lassativi, anticoncezionali).

Una dieta poco equilibrata, sia sotto il profilo quanti/qualitativo sia sotto l’aspetto della distribuzione dei pasti nel corso della giornata e delle modalità di assunzione, spesso eccessivamente rapida, è dannosa per l’intestino ed impedisce all’organismo di ottenere il giusto apporto calorico e nutritivo. L’alimentazione scorretta risulta poi spesso associata ad uno stile di vita irregolare, che altera il ritmo sonno-veglia, con inevitabili ripercussioni negative sulla funzionalità intestinale.

Un’ulteriore causa è costituita dall’assunzione di farmaci quali antibiotici, antinfiammatori, antinfluenzali, antidepressivi, anticoncezionali e ansiolitici che non solo accentuano l’espressione sintomatologica della disbiosi intestinale, ma ne sono anche la causa poiché questi farmaci possono danneggiare la flora batterica intestinale. Quest’ultima, inoltre, può risultare danneggiata anche dall’azione locale dei metalli pesanti, quali alluminio, mercurio e piombo, che possono giungere nell’intestino attraverso la catena alimentare.

L’alterazione dell’equilibrio qualitativo e quantitativo della flora batterica intestinale può rappresentare un cofattore importante nella manifestazione della stipsi e del cosiddetto colon irritabile (dato dall’alternarsi di periodi di stipsi a periodi colitici): alterazione dell’alvo, meteorismo (cioè gonfiori di pancia e senso di pesantezza), dolori addominali, cattiva digestione (dispepsia), alito cattivo, eruzionicutanee.

Inoltre, le conseguenze di carattere sistemico della disbiosi sono molteplici e assai importanti: diminuzione dell’attività immunitaria, dismetabolismi (aumento di colesterolo, trigliceridi, glicemia e uricemia), predisposizione alle infezioni, perdita di energia, cistiti ricorrenti, manifestazioni allergiche, aumento delle affezioni del cavo orale (tonsilliti, faringiti, tracheiti, bronchiti), difficoltà a perdere peso e perdita di capelli.

Pertanto la disbiosi intestinale è inquadrabile come una vera e propria condizione di malattia, invalidante la qualità di vita del soggetto che ne risulta affetto. Consiste in una specie di condizione di alterata ecologia della microflora che può presentarsi a livello del cavo orale, del tratto gastroenterico e vaginale.

Ma quali integratori possono aiutarci in caso di disbiosi?

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