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Menopausa “pesante” per le donne italiane tra disturbi, dubbi e scarsa informazione sulle terapie

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Scritto da R C

Dr.ssa Stefania Piloni, Ginecologa.

La menopausa è ancora considerata da molte italiane una fase negativa della vita. Il 61% afferma di sentirsi peggio di prima della fine del ciclo mestruale. Il 76% lamenta un aumento di peso, il 68% presenta disturbi urinari, irritazione e secchezza vaginale e il 31% soffre di sbalzi d’umore. Oltre la metà delle donne, poi, non sa che in questa fase aumenta il rischio oncologico e cardiovascolare. Otto donne su dieci, infatti, vorrebbero ricevere maggiori informazioni su prevenzione, pericoli per la salute e possibili terapie.

Sono questi alcuni dei dati emersi dal sondaggio «Come Vivi la Menopausa» condotto dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) su oltre 2mila connazionali, d’età compresa tra i 40 e i 60 anni.

«La campagna vuole, inoltre, contrastare la diffidenza sulle terapie a cui le donne possono sottoporsi per contrastare gli “effetti collaterali” della menopausa – sottolinea Giovanni Scambia, presidente nazionale della SIGO-. Il 42% delle intervistate non le utilizza perché teme possibili effetti collaterali, ma un terzo non ha ricevuto nessuna informazione a riguardo».

Per fare chiarezza sulle terapie alternative alla TOS, spesso rifiutata dalle donne in menopausa perché direttamente correlata ad un aumento del rischio tumorale, chiediamo informazioni e consigli alla dr.ssa Stefania Piloni, Ginecologa: «Il temuto passaggio verso la menopausa, che si verifica quando i livelli di estrogeni diminuiscono, mediamente attorno ai 40-50 anni, si annuncia con alcuni sintomi decisamente evidenti, che cambiano la vita delle donne nel giro di un anno (tanto dura infatti la pre-menopausa). Calano, in questo periodo, non solo gli estrogeni, ma anche il testosterone, ormone del desiderio: oltre alle classiche vampate con sensazione di calore e sudorazione notturna, spesso accompagnate da tachicardia, la mancanza di desiderio sessuale inoltre rischia di compromettere la vitalità delle donne. Sbalzi d’umore, mancanza di energia, turbe del sonno e aumento di peso sono tra i disturbi che più frequentemente accompagnano la menopausa, quelli per cui le donne interpellano il ginecologo alla ricerca di un rimedio efficace. Ma i disagi che il medico tende a monitorare e a cui presta maggiore attenzione sono i sintomi più subdoli, quelli meno visibili: aumento del colesterolo e dei livelli pressori, fragilità ossea ed osteoporosi…» In questo periodo cruciale della vita di una donna è di fondamentale importanza mantenere uno stile di vita ed alimentare corretti e prendere in considerazione, su consiglio del proprio ginecologo di fiducia, soluzioni efficaci che impediscano alla menopausa di interferire con la salute delle ossa e del sistema cardiovascolare, per tenere alla larga fratture e ictus.

«Accanto alla classica TOS, la Terapia Ormonale Sostitutiva, per anni consigliata in menopausa, ma per la quale si è anche evidenziato nel tempo un maggior rischio di tumore al seno e di malattie cardiovascolari nelle donne che la assumevano – continua la dr.ssa Piloni – possiamo oggi consigliare alternative efficaci ma “sicure” per la salute femminile: i trattamenti a base di ormoni “bioidentici” di origine vegetale. Ormoni cioè derivati dalle piante che agiscano in maniera del tutto simile agli ormoni che il nostro organismo sintetizza spontaneamente. Tra questi il Trifoglio rosso, meglio tollerato rispetto alla soia perché non gonfia, e ben più efficace, si è nel tempo trasformato da umile pianta “portafortuna” ad alleato di benessere in menopausa.

Gli Isoflavoni da Trifoglio rosso rappresentano, anche a detta di autorevoli studi internazionali, una soluzione “naturale” per gestire e ridurre i sintomi della menopausa, in completa sicurezza ed efficacia, con benefici effetti anche sulle problematiche a lungo termine legate alla salute del tessuto osseo e del sistema cardiovascolare. Gli Isoflavoni del Trifoglio rosso si trovano sotto forma di integratori: tra questi i più consigliati sono Menoflavon e Promensil di NAMED.

Oggi in Italia ben 6 milioni di donne affrontano la menopausa e molte preferiscono evitare di assumere ormoni sintetici oppure, quando ricorrono alla TOS, si ritrovano comunque, ad un certo punto, a cercare una valida alternativa, perché la TOS non può essere assunta per oltre 5 anni, tuttavia la vita media delle donne si allunga sempre di più e così pure l’arco di tempo che delimita la menopausa, lasciandole di fatto “scoperte” prima dei 60 anni.  Alcuni ginecologi preferiscono invece, unendo un approccio classico ad uno maggiormente orientato verso la fitoterapia, proporre una terapia “mix” abbinando bassi livelli di ormoni di sintesi (TOS) ad un’integrazione con fitoestrogeni naturali, che, secondo diversi studi, hanno dimostrato di vantare un effetto protettivo rispetto al rischio di tumore al seno, punto “nevralgico” della TOS.»

Infatti, il famoso studio della Women’s Health Initiative, del 1991, in cui vennero valutate oltre 160.000 donne in post-menopausa, evidenziò una relazione tra l’uso degli estrogeni di sintesi e l’aumento del rischio di cancro al seno, la ricerca iniziò quindi a considerare soluzioni naturali che potessero ridurre gli effetti del calo di estrogeni nelle donne in menopausa; con l’obiettivo di porre un argine agli effetti nascosti e più gravi della carenza ormonale per tutta la durata della menopausa, perché i fitoestrogeni, a differenza della TOS, non comportano nessun limite di utilizzo nel lungo periodo.

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