Salute

Il fattore maschile della denatalità

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Scritto da Fiammetta Trallo
Vita frenetica, stress, inquinamento ambientale, necessità di affermarsi professionalmente e difficoltà a trovare il giusto partner sono tutte situazioni che forse non alterano il desiderio di maternità e paternità, ma condizionano fortemente il momento della scelta posticipandolo.

Ma il tempo scorre veloce, e se per i primi capelli bianchi risolviamo con un colpo di luce e per la prima ruga facciamo un lifting, per la salute dei gameti (cellule uovo e spermatozoi) non abbiamo trattamenti di bellezza e occorre sperare di non incappare in malattie che compromettano la fertilità futura nonché nella benevolenza della nostra predisposizione genetica.

In Italia, nel 2015, si sono registrate diciassettemila nascite in meno. Quindici coppie su cento non riescono a concepire e nel 50% dei casi le cause sono riconducibili all’uomo che non effettua quasi mai visite di screening e prevenzione prima della ricerca della paternità.

Pertanto, malattie non diagnosticate, infezioni silenti ed errati stili di vita possono seriamente minare la salute riproduttiva maschile. Alcune malattie possono essere presenti sin dalla nascita, come la mancata discesa dei testicoli dall’addome allo scroto nelle ultime settimane di gravidanza. La permanenza in un ambiente per loro “troppo caldo” compromette la futura capacità dei testicoli stessi di produrre spermatozoi, oltre ad essere un rischio per la formazione di tumori. Nell’adolescenza, il varicocele (la dilatazione delle vene che circondano i testicoli) è invece la più frequente causa di futura ipofertilità maschile. Per queste due problematiche, inoltre, l’abolizione della leva militare, ha portato alla scomparsa dell’unica occasione di screening per i maschi adolescenti.

Ma quanto incidono stress, inquinamento ed errati stili di vita?
Anche se è difficile quantificarne l’esatta incidenza, di certo sappiamo che questo mix di fattori, negli ultimi 50 anni, ha progressivamente peggiorato la qualità complessiva del liquido seminale.

EcoFoodFertility è un progetto di ricerca multicentrico e interdisciplinare di biomonitoraggio umano volto a comprendere gli effetti combinati dell’inquinamento e degli stili di vita sulla salute riproduttiva maschile quale principale indicatore di salute. I primi risultati sono già stati pubblicati su “Reproductive Toxicology”. In Italia, il progetto è già esecutivo in Campania e si svilupperà a breve anche in altre 9 regioni. La qualità del seme umano è una vera e propria sentinella della salute. Rappresenta, infatti, un precoce e sensibile marker di esposizione ambientale, assumendo un ruolo chiave per la conoscenza del rapporto ambiente-salute e per lo sviluppo di innovativi programmi di prevenzione primaria.

Errati stili di vita come fumo, alcol, droghe e consumo di anabolizzanti sono abitudini sempre più diffuse anche tra i minorenni. Sono vere e proprie minacce per la salute sessuale e riproduttiva futura. Il fumo è in grado di determinare danni irreversibili sulla produzione degli spermatozoi, riducendone numero e motilità.

La scarsa igiene intima, spesso condizionata ed aggravata dalla presenza di una banale fimosi non riconosciuta, è la principale causa di sviluppo di infezioni genitali con ricadute acute immediate sulla qualità del liquido seminale. A queste si aggiungono le infezioni contratte sessualmente. Chlamydia, Micoplasma e Ureaplasma sono infezioni spesso silenti che possono determinare nell’uomo, come nella donna, danni irreversibili agli organi genitali.

Anche l’alimentazione ha un suo ruolo … per non parlare poi della sedentarietà.
Un regime alimentare salutare è stato associato ad una migliore qualità dello sperma, specie per quegli uomini che presentano già qualche problema di fertilità o una qualità del seme non perfettamente nella norma. Lo rivela uno studio su 129 maschi “in attesa” di un bebè pubblicato sulla rivista “Fertility and Sterility”, condotto presso lo University Medical Centre di Rotterdam in Olanda. Gli esperti hanno analizzato lo sperma dei partecipanti (concentrazione, conta degli spermatozoi, motilità) e con dei questionari ad hoc hanno valutato la loro dieta prima del concepimento. E’ emerso che coloro che seguivano una dieta sana (ricca di cereali integrali, legumi, frutta, olio d’oliva, povera di zuccheri e carboidrati raffinati) presentavano uno sperma migliore.

L’attività fisica regolare fortifica gli spermatozoi e migliora la fertilità maschile. Lo afferma uno studio della Urmia University in Iran su alcuni uomini che, avendo iniziato a fare esercizio fisico dalle 3 alle 5 volte alla settimana, dopo 6 mesi hanno mostrato un miglioramento della qualità e del numero degli spermatozoi, nonché della motilità. Lo studio, pubblicato su “Reproduction”, ha anche rilevato che l’attività fisica di moderata intensità, ma praticata in modo regolare, dà risultati migliori rispetto a quella di intensità maggiore.

Attualmente, in assenza di patologie organiche e/o disfunzionali, le indicazioni che vengono date agli uomini per migliorare la possibilità di concepire sono: seguire un’alimentazione sana, praticare esercizio fisico regolare, smettere di fumare e ridurre l’assunzione di alcol.

E per l’onnipresente stress è consigliabile assumere ciclicamente la Papaya fermentata a lunga fermentazione (Immun’Âge) poiché contribuisce a ridurre i radicali liberi e le sostanze tossiche che vengono prodotte dall’organismo come risposta allo stress della vita quotidiana. L’utilizzo di sola Papaya, colta ancora acerba, e una lunga bio-fermentazione per almeno 10 mesi, riconducibile all’antica tradizione giapponese, rappresenta la modalità di preparazione ottimale per ottenere un’elevata efficacia antiossidante e di sostegno delle naturali difese dell’organismo.

Anche gli integratori con antiossidanti migliorano la qualità dello sperma. Recenti studi scientifici, oltre che le evidenze cliniche, hanno dimostrato che appropriate miscele di antiossidanti, assunte per cicli trimestrali, possono favorire un miglioramento del numero e della motilità spermatozoaria. Carnitina, Arginina, Vit. E, Folato, Zinco, Glutatione, Selenio e Coenzima Q10 (Piùfertil forte) favoriscono la fertilità maschile in quanto sono un mix di importanti nutrienti indispensabili al processo di spermatogenesi.

L’età paterna avanzata, oltre ad una diagnosi tardiva, incide meno rispetto alla donna. Tuttavia, con l’invecchiamento anche il numero e la qualità degli spermatozoi progressivamente decresce.

Quello che possiamo consigliare ai giovani è che le visite specialistiche periodiche sono fondamentali e insostituibili per la diagnosi precoce di molte patologie, che per lo più sono facilmente risolvibili ma che, se trascurate e non trattate, possono determinare danni gravi ed irreversibili alla fertilità e al benessere sessuale. Il “Ginecologo” maschile si chiama Andrologo e sin dall’adolescenza dovrebbe diventare un punto di riferimento sanitario.

Dott.ssa Fiammetta Trallo, Medico Chirurgo Specialista in Ginecologia e Giornalista della Salute.

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