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Il bello e il buono del pic-nic

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Scritto da R C

Si riaffaccia l’estate e, con lei, anche un evergreen che negli ultimi tempi sembrava un po’ meno gettonato ma che, invece, ritrova senso e ragioni in un’idea del vivere “slow” che sta tornando decisamente di moda, il “pic-nic”!

Un tempo occasione per pranzi fuori porta “low-budget”, quando c’erano più natura ma meno soldi e non si andava spesso al ristorante, oggi il pic-nic è per chi sceglie tempi più rilassati, ama il “fai da te” e vuole sperimentare una giornata diversa dal solito.

La scelta del posto è fondamentale: parchi cittadini aperti alle famiglie, boschi di montagna, rive dei fiumi…vanno benissimo, purché ci siano zone d’ombra e un prato sufficientemente pianeggiante per poter allestire il pranzo.  Con qualche accortezza riguardo al menù.

Il “buono” del pic-nic sta nella varietà degli stuzzichini proposti e nell’artigianalità delle ricette, così come nella leggerezza degli spuntini. Prepariamo leccornie semplici da digerire ma che sazino e diano energia, perché al pranzo seguiranno facilmente partite di calcio, camminate e giochi. Via libera allora, ai panini, ai salumi meno grassi – bresaola e fette di tacchino, per esempio -. Se non c’è la borsa-frigo meglio rinunciare a salse e formaggi, più deperibili perché sensibili al calore, e puntare su verdure grigliate ed insalate per dare sapore.

Nel cestino da pic-nic non dovrà mai mancare tanta frutta fresca di stagione già lavata, e, se volete un “must” del genere, la classica “insalata di riso”, meglio puntare su riso nero o integrale condito con zucchine crude tagliate a julienne, uova sode spezzettate, cubetti di prosciutto cotto e un filo d’olio extravergine, lasciando a casa maionese, wurstel e sottoli già pronti. Oppure si potrà optare, in alternativa, per tramezzini e bocconcini ripieni di affettati, insalate e macedonie, crostate fatte in casa e, per i più abitudinari, persino il thermos con il caffè! Mai lesinare su acqua fresca e succhi, da lasciare nel frigo portatile, in un’ansa del fiume con poca corrente o almeno all’ombra.

Gustato tutto il “buono”, il “bello” del pic-nic, sta poi nella possibilità di insegnare ai più piccoli ad apprezzare la natura, mostrando loro come cercare tracce del passaggio degli animali o come osservare, senza strapparli, piccoli fiori ed erbe tipiche del luogo. Il bello sta anche nel tornare bambini noi stessi per rilassarci sotto un albero, lasciando correre la fantasia e godendo della compagnia degli amici o della rarità del silenzio.

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