I consigli dell'esperto Salute

Perché la cistite esplode con il caldo?

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Scritto da Fiammetta Trallo

La cistite

È un problema frequente tutto l’anno ma in estate si riacutizza perché si beve poco, si suda molto e quindi si urina di meno facendo così molta fatica ad eliminare i batteri dalle vie urinarie. Caldo, afa e sudore eccessivo riducono i liquidi circolanti e determinano un aumento della concentrazione dei batteri all’interno della vescica. Spesso non si beve durante l’arco della giornata; i liquidi introdotti solo ai pasti possono non essere sufficienti per riequilibrare l’idratazione in giornate con caldo-umido eccessivo.

Nell’80% dei casi il responsabile della cistite è l’Escherichia coli, un batterio che vive abitualmente nell’intestino senza dare disturbi se presente in concentrazioni fisiologiche e che può essere presente anche all’interno della vagina e nell’area vulvare. L’uretra femminile è corta, per cui il passaggio di germi dai genitali o dall’ano verso la vescica è facile. Proprio per questo la cistite è un problema più comune nelle donne di tutte le età, bambine e donne anziane incluse. Il pannolino intriso è un ottimo terreno di coltura per i batteri e l’irritazione cutanea conseguente facilita la comparsa di cistite.

La correlazione fra intestino e cistiti è nota

Ma, oltre a un passaggio di batteri per via esterna, tutte le volte che sussiste scarso equilibrio della flora intestinale l’intestino diventa permeabile ai germi “cattivi” che possono penetrare per via interna, dal retto direttamente in uretra e in vescica. Per questo chi è più soggetto a soffrire di attacchi di cistite deve correggere l’alimentazione come prima regola.

Nei mesi caldi, e spesso in vacanza, si registra il picco di episodi di cistite

Sole e disidratazione abbassano le difese immunitarie e il primo a risentirne è l’intestino. Il cambio di alimentazione induce o peggiora la stipsi e la persistenza di feci nell’intestino promuove un passaggio continuo di batteri in uretra. Anche la diarrea contribuisce a fare la sua parte. Bevande gelate, tossinfezioni alimentari dovute al consumo di cibi anch’essi alterati dal caldo eccessivo e doccie fredde se si è molto accaldati inducono diarrea.

La sabbia è un vero e proprio ricettacolo di germi e l’acqua di mare, lago e soprattutto piscina può contenere germi nocivi. Il costume bagnato, oltre alla ridotta traspirazione dovuta alle sue fibre sintetiche, aumenta l’umidità locale. Molte donne per ovviare a questa situazione fanno un uso smodato di detergenti intimi aggressivi, utili in un primo momento ad alleviare i fastidi genitali, ma che alla lunga inducono a loro volta la proliferazione batterica.

Per prevenire la “cistite estiva” occorre bere molto, non trattenere la pipì, tenere regolato l’intestino, usare biancheria di cotone (anche salvaslip e assorbenti), non indossare pantaloni tipo jeans, che non aiutano la traspirazione dei genitali, e curare l’igiene intima; queste sono norme valide per tutti ma soprattutto per le donne che soffrono di cistiti ricorrenti, cioè che presentano più di tre episodi all’anno e/o oltre due episodi entro sei mesi. Ai primi sintomi e durante un episodio acuto l’acqua è sempre la prima alleata. Bere a digiuno e urinare molto aiuta a drenare i microrganismi e migliora pure la stipsi. Assumere quindi tanti liquidi, frutta fresca e ortaggi; evitare alcol, spezie e cibi che aumentano la fermentazione intestinale come latticini, farinacei non integrali e verdura a foglia larga.

Anche in estate la terapia d’urto per la cistite acuta semplice, non complicata da febbre o emorragia, rimane l’antibiotico. Nel caso del singolo episodio, si assume anche senza avere l’urinocoltura usando farmaci per cui non ci sono resistenze frequenti. Fosfomicina e prulifloxacina sono i più usati in quanto un’unica somministrazione risolve il problema nella maggior parte dei casi. L’obiettivo è evitare antibiotici inutili e usare i minimi dosaggi che garantiscono l’eradicazione dei germi senza provocare resistenze che aumentano le recidive.  

Optare per gli integratori a base di sostanze naturali è utile soprattutto in caso di irritazione o cistiti ricorrenti e come coadiuvante negli attacchi acuti.

Spesso l’antibiotico non riesce ad eliminare la totalità dei germi presenti nelle vie urinarie e per questo, nei giorni a seguire, è sempre bene utilizzare prodotti naturali, come il Cranberry, che impediscono l’adesione dei batteri alla mucosa vescicale favorendo la risoluzione dell’infezione; questi prodotti si rivelano particolarmente validi in chi è predisposto alla cistite soprattutto in estate.

Tra i numerosi integratori presenti in commercio la formulazione con l’aggiunta di bromelina, sostanza naturale estratta dal gambo dell’ananas dalla nota azione antinfiammatoria, risulta maggiormente efficace.

Le compresse di Cistinam Forte contengono una particolare estratto di Cranberry, 30 volte più concentrato rispetto ad altri prodotti, con l’aggiunta dell’enzima bromelina; inoltre, le compresse sono gastroresistenti e questo permette una piena funzionalità dell’azione delle bromelina ma soprattutto il massimo livello di assorbimento dell’estratto di Cramberry assunto.

La Pseudowintera kolorata della Nuova Zelanda (presente nei prodotti della linea Kolorex®), invece, serve a tenere sotto controllo il serbatoio di germi intestinali attraverso una triplice azione. Agisce da germicida naturale, aumenta l’immunità locale dell’intestino e funge da probiotico riequilibrando la produzione del microbiota.

La cistite si cura con gli antibiotici in fase acuta ma per prevenire le recidive il Cramberry e la regolazione dell’intestino sono fondamentali. L’acqua non deve mancare ma anche modificare gli stili di comportamento ha un suo ruolo.

Dott.ssa Fiammetta Trallo
Specialista in Ginecologia e Ostetricia e Giornalista della Salute

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