I consigli dell'esperto

Vacanze: in viaggio per incontrare se stessi

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Scritto da R C

I consigli della Dr.ssa Barbara Alessio, psicologa e psicoterapeuta

Attendiamo le vacanze con ansia, creandoci aspettative difficili da mantenere. In vacanza saremo finalmente rilassati, felici, avremo finalmente del tempo libero per fare ciò che più ci piace.

Poi, spesso, le due settimane di ferie volano via in un soffio e torniamo a casa chiedendoci se abbiamo veramente sfruttato appieno quella necessaria pausa dalla routine quotidiana che abbiamo desiderato per tutto il resto dell’anno. Il rischio, infatti, è proprio quello di dimenticare che anche le meritate vacanze avranno un termine e che davvero possono essere l’occasione per migliorare la nostra qualità di vita non solo nell’immediatezza del momento.

Il viaggio è da sempre la metafora delle metafore, quando parliamo di esplorazione di noi stessi – spiega la dr.ssa Alessio – e va vissuto come una possibilità importante per entrare in contatto con l’Altro, con ciò che, per definizione, non conosciamo.

Nuove culture, nuovi ambienti e paesaggi, nuove persone, abitudini diverse paradossalmente ci avvicinano a quello che, durante il tempo “liberato” delle vacanze, dovrebbe essere il nostro obiettivo: conoscerci più a fondo.

Attraverso l’alterità sperimentiamo parti di noi alle quali magari non davamo importanza, accediamo a nuove facoltà inespresse, ci sperimentiamo e ci mettiamo alla prova nel confronto. Cresciamo, in effetti… E non è necessario, per farlo, andare chissà dove o fare lunghi viaggi dall’altra parte del mondo: in questo Leopardi è stato maestro, nella capacità cioè di superare confini fisici e mentali attraverso l’immaginazione per viaggiare dentro se stesso senza mai muoversi dal piccolo borgo di Recanati.

Anche un libro o una lettura che sappiano farci riflettere possono essere ottime guide nel viaggio di conoscenza che non dovremmo mai stancarci di intraprendere, e non solo durante una vacanza ma in tutta la nostra vita.

Il consiglio allora è quello di impiegare il tempo prezioso di un allontanamento dalla routine e dalla quotidianità per entrare maggiormente in contatto con noi stessi, perché quando le nostre giornate sono troppo piene di impegni, che spesso si ripetono identici, rischiamo di dimenticarci, distratti dal “rumore di fondo” che ci isola dalla nostra interiorità, impedendoci di riconoscere bisogni, desideri ed emozioni.

La vacanza può essere un’ottima occasione per ricominciare ad ascoltarci, e in quest’ottica bisognerebbe privilegiare non tanto le occasioni sociali e di divertimento, ma il silenzio come guida verso un’introspezione necessaria per poterci re-incontrare.

Non a caso in vacanza si sogna di più, perché ci concediamo finalmente ritmi più personali e naturali, svincolati dal “dover” fare, dal “dover” essere. Indulgere in questa nuova organizzazione del tempo ci aiuta a riprendere contatto con le emozioni, con i nostri sensi, per capire meglio cosa ci piace, cosa ci fa stare bene o, al contrario, cosa manca e cosa ci fa soffrire o ci crea disagio.

Fare attenzione alle emozioni, che sono una guida importante, vuol dire ridare priorità alle sollecitazioni sensoriali, valorizzarle: ricominciare ad avvertire i profumi che ci vengono incontro, il calore del sole sulla pelle, assaporare un gusto, percependone tutte le sfumature, non solo ci procurerà sensazioni forse tralasciate da tempo, ma ci aprirà ad una nuova dimensione, quella dell’essere totalmente presenti nell’attimo che stiamo vivendo, anziché essere sempre “dislocati” altrove, sempre distratti, mai nella pienezza del momento.

Vivere con consapevolezza e allo stesso tempo con abbandono le esperienze che il viaggio ci regala è un modo per riprendere contatto con noi stessi ed è un’attività che ci protegge dallo stress. Quale periodo migliore per iniziare a farlo se non la vacanza, complici l’abbondanza di tempo a disposizione, la possibilità di ricercare il silenzio ed il contatto con la natura, e le continue sollecitazioni sensoriali alle quali l’estate ci sottopone?

Approfittiamone, perché al rientro, oltre ad averci guadagnato in serenità, ci conosceremo meglio e potremo magari iniziare a gettare le basi per cambiamenti necessari che tendevamo a rimandare, o, più semplicemente, ci saremo riscoperti soddisfatti di quel che ci attende nel quotidiano e che i tanti doveri ci impedivano di apprezzare pienamente.

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