I consigli dell'esperto

Sono incinta oppure no? Cosa pensare se il ciclo è in ritardo

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Scritto da Fiammetta Trallo

La mestruazione in ritardo crea sempre un miscuglio di emozioni, diverse a seconda dell’età della donna e del suo desiderio o meno di gravidanza. Per chi desidera diventare madre, infatti, anche il ritardo di un solo giorno genera aspettative di grande felicità, ma per chi non desidera una gravidanza diventa motivo di preoccupazione e per le over 40 si aggiunge la paura di essere vicine alla menopausa.

In attesa di sapere se e quando il ciclo arriverà, può capitare che si avvertano sintomi simili a quelli della gravidanza: nausea, stanchezza, umore variabile e soprattutto seno ingrossato e dolente. Infatti, questa è anche la sintomatologia classica della sindrome premestruale, che affligge tante donne e che si manifesta in modo identico un po’ in tutte le donne.

La mestruazione viene definita regolare se ha un ritmo di 28 giorni, come la luna. Variazioni in più o in meno di qualche giorno sono considerati normali e un ritardo fino a sei giorni è ancora nella norma anche in donne che hanno cicli regolari. L’ovulazione si verifica al 14° giorno del ciclo, ma può oscillare dal 12° al 16°. Il calcolo dei giorni va fatto, infatti, a partire dal primo giorno in cui compare il flusso mestruale vero e proprio.

Nelle donne che utilizzano metodi contraccettivi ormonali come pillola, anello e cerotto, il ritmo mestruale è di 28 giorni esatti e un eventuale ritardo genera preoccupazione. Dopo il primo mese di assunzione il flusso può non comparire o essere molto scarso soprattutto se nel corso del mese si è verificato lo “spotting”, ovvero quelle piccole perdite di colore marrone scuro che possono comparire come effetto collaterale nei primi mesi di assunzione dei contraccettivi ormonali. Alla sospensione definitiva della pillola la prima mestruazione spontanea può essere irregolare e in ritardo soprattutto se la donna aveva cicli irregolari prima di cominciare la contraccezione ormonale.

Una delle cause più comuni di ritardo mestruale è lo stress anche perché le sostanze prodotte in questa fase possono interferire con gli ormoni femminili causando un ritardo dell’ovulazione. Le alterazioni dello stato di salute come i malanni stagionali, le cistiti o le gastroenteriti e i relativi farmaci assunti possono interferire. Anche l’alimentazione gioca un suo ruolo in quanto l’inizio di diete molto restrittive o bruschi cali di peso diminuendo l’apporto dei nutrienti fondamentali generano una situazione di stress tale per cui l’organismo deve risparmiare energia. Molti farmaci tra cui il cortisone, alcuni antibiotici, ansiolitici e antidepressivi sono responsabili di ritardi del ciclo.

Quando si verifica un ritardo la prima cosa da fare è il test su urine o gravindex in laboratorio o in casa acquistando un kit in farmacia. I test in commercio sono facili da eseguire ed attendibili oltre il 95% se fatti sulle prime urine del mattino. Molti kit hanno il doppio test da ripetere per conferma. Nei casi dubbi si esegue il test su sangue o dosaggio della β-HCG. L’ormone della gravidanza, o Gonadotropina Corionica Umana, viene prodotto 8-10 giorni circa dopo il concepimento a partire dal momento in cui l’embrione inizia ad impiantarsi nella cavità uterina.

Dott.ssa Fiammetta Trallo
Specialista in Ginecologia e Ostetricia e Giornalista della Salute

L’autore

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Fiammetta Trallo

2 Comments

    • Gent.ma Sig.ra Monica,
      gli antibiotici in effetti possono ritardare il ciclo, ma anche anticiparlo perché il principio attivo dell’antibiotico può interferire con il metabolismo degli ormoni femminili e, quindi, creare un’irregolarità del ciclo mestruale.
      Il motivo è anche un altro; se prendiamo un antibiotico è perché non stiamo bene e già solo per questo il ciclo può alterarsi.
      Un caro saluto.
      Dr.ssa Fiammetta Trallo

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