I consigli dell'esperto

Adolescenti e “sballo”, i pericoli

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Scritto da R C

Dr.ssa Maura Manca, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza

Fanno spesso uso di alcol già a 11 anni. E quando superano i 14 le bevande alcoliche attivano anche comportamenti “a rischio”: sesso senza precauzioni, guida in stato di ebbrezza e ultime, pericolose, mode come quella del “drelfie”: il “selfie” da ubriachi.

Secondo l’analisi, dell’Osservatorio nazionale adolescenza, condotto su un campione di 8.000 teenager di tutta Italia, il 36% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni dichiara di bere bevande alcoliche e uno su 10 si è già ubriacato. Nei ragazzi più grandi la percentuale sale notevolmente: il 55% degli adolescenti dai 14 ai 19 anni beve alcolici e il 24% lo fa anche fino a stare male.

<<L’abuso di bevande alcoliche durante il periodo adolescenziale è veramente un problema molto serio e, soprattutto nel periodo estivo, diventa ancora più grave perché i ragazzi sono mentalmente più predisposti all’evasione, sentono meno il peso delle regole e dei doveri scolastici e invernali, e trascorrono molto più tempo in gruppo e in compagnia degli amici. Questa condizione facilita la ricerca e la messa in atto di svariati comportamenti un po’ più al limite, che mettono a rischio la salute dei ragazzi stessi>>, spiega Maura Manca, presidente dell’Osservatorio Nazionale Aadolescenza.

Oltre 3 teenager su 10 hanno partecipato a giochi a base di alcol, che in genere prevedono di bere tutto in un sorso, generalmente un superalcolico.

<<Il problema degli adolescenti sono anche i mix che spesso diventano pericolosissimi perché i ragazzi non li reggono, si sentono male, vomitano nel migliore dei casi o si intossicano, fino a rischiare anche il coma etilico>>, prosegue Manca, psicoterapeuta. <<Durante il periodo estivo rischia di diventare un “lo faccio perché lo fanno gli altri”, una sfida, un dover dimostrare di essere in grado di riuscirci e di essere come gli altri. Senza altri tipi di stress ci si sente più liberi anche di provare qualcosa di nuovo>>, aggiunge l’esperta del mondo giovanile.

Uno dei dati più allarmanti, secondo l’Osservatorio, è che il 24% degli adolescenti dichiara di aver bevuto, in genere nel fine settimana, più di 5 drink di seguito, solo con l’intento di ubriacarsi. <<Il rischio maggiore è quindi quello di mettere in atto determinati comportamenti, estremamente nocivi per la salute, senza avere la piena consapevolezza delle conseguenze delle loro azioni>>, dice Manca.

Non solo, l’80% degli adolescenti che abusa di alcol dichiara anche di aver fatto sesso promiscuo e con più persone nell’arco della stessa sera. In questo modo aumenta notevolmente il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili: dall’HIV, sempre più diffuso tra i ragazzi, all’Hpv e e tutte le varie infezioni batteriche e virali.

Il rischio però è anche quello di gravidanze precoci. Infatti, sono 2 su 100 le ragazze che dichiarano di essere rimaste incinte e, di questa percentuale, la maggior parte di loro, circa l’85%, dichiara anche di aver abusato di alcolici.

<<A volte, quando non si è pienamente coscienti e lucidi, si prendono decisioni che forse in altre condizioni non si prenderebbero mai. Un’adolescente su 50 dichiara di aver fatto sesso perché costretta a farlo e fra loro l’81% afferma di bere alcolici>>, rileva ancora la presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza. Esistono anche delle mode selfie in cui l’alcol è protagonista, come per esempio il beer selfie che consiste nel fotografarsi da soli o in compagnia di amici, con in mano un bicchiere o una bottiglia di birra. Il ‘drelfie’ (da drunk e selfie), consiste nel farsi fotografare ubriachi, mentre si vomita, sdraiati per terra in uno stato di semi incoscienza, nei bagni e in qualsiasi altra situazione.

<<I rischi di questi selfie e di questa ricerca di approvazione e condivisione social sono l’intossicazione alcolica e, in svariati casi, anche il coma etilico, perché certe volte i più giovani, pur di andare oltre, che equivale a notorietà e viralità, non si rendono realmente conto delle ingenti quantità di alcol che arrivano ad assumere>>, analizza Manca. <<L’aspetto preoccupante di questa tendenza giovanile è che molti ragazzi – dice la psicoterapeuta – non sono in grado di darsi dei limiti.

Gli adolescenti non rinunciano poi a mettersi alla guida anche quando sono in una condizione di alterazione. Circa 3 adolescenti su 10, che possiedono una mini car, dichiarano di aver guidato dopo aver assunto sostanze o bevuto alcol. La percentuale di chi guida lo scooter si abbassa al 23% e al 12,4% di chi ha un’automobile.

Questi comportamenti mettono inevitabilmente a rischio la propria vita e quella degli altri. In più, oggi, oltre a guidare in stato di ebbrezza, riprendono con lo smartphone le bravate in auto o in moto, si scattano selfie mentre fanno le loro “prodezze” per immortalare un momento che, a volte, li ha letteralmente immortalati per sempre. Si chiamano “kilfie” o killer selfie, e sono quelle foto in cui si mette a rischio la propria vita>>.

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