Salute

Il Trifoglio rosso, da umile pianta portafortuna a scudo per la salute delle donne in menopausa

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Scritto da R C

Oggi, in Italia oltre 250.000 donne utilizzano gli Isoflavoni, di origine naturale, per controllare i sintomi più o meno importanti della menopausa, dalle vampate ai disturbi del sonno e della libido, dall’osteoporosi al rischio cardiovascolare.

I fitoestrogeni – alternativa naturale sicura alla TOS, la terapia ormonale di sintesi – rappresentano il futuro delle terapie per la menopausa e l’andropausa.

In seguito al famoso studio della Women’s Health Initiative che dal 1991 ha seguito oltre 160.000 donne in post-menopausa, scoprendo una relazione tra l’uso degli estrogeni di sintesi e l’aumento del rischio di cancro al seno, la ricerca ha continuato a sperimentare valide alternative che possano ridurre gli effetti del calo di estrogeni nelle donne in menopausa e, negli ultimi anni, molti studi hanno confermato la validità degli ISOFLAVONI, molecole naturali ad effetto simil-estrogenico, testimoniandone anche la sicurezza: i fitoestrogeni sembrano infatti avere un effetto neutro rispetto alla proliferazione cellulare se non addirittura un effetto protettivo rispetto al cancro alla mammella.

Parecchi studi, alcuni effettuati anche in Italia, hanno dimostrato gli effetti positivi degli Isoflavoni del Trifoglio rosso, fonte pregiatissima di fitoestrogeni, addirittura fino a 45 volte più efficaci di quelli della soia. Pare che i fitoestrogeni del Trifoglio rosso, un tempo umile pianta “porta fortuna”, siano in grado di ridurre la proteina che presiede alla mobilità e alla capacità di migrazione delle cellule tumorali, riducendo il rischio di metastasi e recidive.

Oggi, infatti, non si muore più di cancro al seno, ma di metastasi in altri organi distanti e, dunque, di recidive, per questo è importante tenerle sotto controllo, ed evitare di assumere sostanze che possano contribuire ad aumentare il rischio.  Uno studio del 2009 effettuato su 1954 donne operate di cancro alla mammella, seguite nei 6 anni successivi con un’integrazione di Isoflavoni, ha evidenziato una riduzione del 40% delle recidive (N. GHUA et Al. Breast Cancer Res Treat, 2009).

È ben documentata, inoltre, una relazione diretta tra menopausa e rischio cardiovascolare. Molti studi confermano inoltre la valenza anti-colesterolo degli Isoflavoni: la terapia sostitutiva con fitoestrogeni di Trifoglio rosso, iniziata fin dall’esordio dei primi sintomi della menopausa e protratta per lunghi periodi, grazie all’elevata capacità di produzione di ossido nitrico, ottimo vasodilatatore e antinfiammatorio, da parte degli isoflavoni,  abbassa il rischio di eventi cardiovascolari del 40 – 45%, se attuata prima che la struttura dei vasi sanguigni si modifichi a causa delle placche aterosclerotiche. Se, infatti, in età fertile, è l’attività degli estrogeni a proteggere le donne dall’accumulo dei lipidi nel sangue e dalla conseguente formazione di placche aterosclerotiche, quando si entra in menopausa e il livello degli estrogeni diminuisce significativamente, gli Isoflavoni hanno effetto analogo a quello degli estrogeni, continuando a contrastare l’accumulo lipidico.

Ecco perché molti ginecologi utilizzano integratori di Trifoglio rosso per ridurre ed attenuare i sintomi della menopausa – le famigerate vampate – ed anche per ripensare la salute globale delle donne in un momento di particolare fragilità per via del rischio cardiovascolare e dell’osteoporosi, soprattutto per quelle donne che non possono o non vogliono utilizzare la TOS.

Tra gli integratori a base di Trifoglio rosso sono attualmente commercializzate in farmacia le linee Promensil® e Menoflavon® di Named® che aiutano a sostenere il benessere femminile anche durante la delicata fase della menopausa.

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