I consigli dell'esperto Salute

I disturbi sessuali maschili che scoppiano la coppia

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Scritto da Fiammetta Trallo

Il sesso non è tutto, ma … quando la vita sessuale è insoddisfacente o del tutto assente, nel 20% dei casi “la coppia scoppia”. La moderna sessualità, preoccupata del dover far bene ad ogni costo, non aiuta a superare timori ed insicurezze, soprattutto del maschio moderno, che possono comportare, se non adeguatamente trattati, l’insorgenza di veri e propri disturbi sessuali.

Eiaculazione precoce e disfunzione erettile sono i problemi maschili più frequenti che possono compromettere una vita sessuale soddisfacente.

Nell’era in cui il bombardamento di stimoli erotici è all’ordine del giorno, gli uomini con questi disturbi vivono una sorta di fallimento personale che, di fatto, si riflette sul rapporto di coppia e sulla capacità di avere figli, al punto da doversi rivolgere a tecniche di riproduzione assistita.

Anche se “in primis” ci si può affidare al medico curante, almeno per un primo consiglio, è bene rivolgersi ad uno specialista competente: andrologo e/o sessuologo.

Nella maggior parte dei casi, chi soffre di disturbi sessuali non si confida nemmeno con la famiglia o con gli amici, sia per timore del giudizio sia per la paura di una possibile divulgazione di alcuni aspetti delicati della propria intimità.

L’eiaculazione precoce è la più frequente disfunzione sessuale maschile, una vera e propria malattia, spesso sotto-diagnosticata e mal curata, che nella maggior parte dei casi ha un’origine congenita e quindi si manifesta sin dai primi rapporti. Meno frequente è l’insorgenza tardiva, in uomini che fino ai 50-60 anni non avevano manifestato alcun problema finché non sono intervenute altre patologie che hanno fatto emergere questo disturbo molto penalizzante. Un valido supporto può arrivare da un nuovo farmaco, in formulazione spray, ora disponibile anche nelle farmacie italiane. Lo spray è composto da due anestetici locali, lidocaina e prilocaina, che bloccano temporaneamente la trasmissione degli impulsi nervosi nel glande, ne riducono la sensibilità e di fatto  provocano un ritardo dell’eiaculazione. Sono sufficienti 3 spruzzi, con effetto dopo 5 minuti. L’efficacia si manifesta grazie all’estremo rigore della formulazione che garantisce la penetrazione dei principi attivi negli strati mucosi del glande.

Con l’età aumenta anche la frequenza della disfunzione erettile (DE), un disturbo che in Italia interessa oltre 3 milioni di uomini e che è spesso correlato a problemi di vaginismo nella partner.  Anche stress, ansia e depressione possono favorirne l’insorgenza, in quanto provocano l’iperattività del sistema nervoso adrenergico. Una condizione particolare è la cosiddetta ansia da prestazione, più frequente nei giovani alle prime esperienze, tra chi inizia un nuovo rapporto e in chi ha fallito in precedenti situazioni. Quando deriva da fattori psicologici, la terapia più indicata è la consulenza psicosessuale, anche se questo supporto terapeutico può risultare utile anche in caso di DE organica, per alleviare il senso di ansietà che inevitabilmente aggrava il disturbo.

La causa organica più comune è quella vascolare, legata all’età, al diabete, all’eccesso di colesterolo e al fumo. La terapia farmacologica con i PDE5 inibitori, di cui il capostipite è il celeberrimo Viagra, agisce aumentando l’afflusso di sangue al pene, favorendo un’erezione più rigida e duratura. Questo effetto non è, comunque, meccanico-automatico in quanto presuppone vi sia non solo un normale desiderio sessuale ma anche un’adeguata stimolazione erotica.

Si tratta, tuttavia, di un rimedio sintomatico e non curativo, per cui deve essere assunto vita natural-durante ed è controindicato nei cardiopatici che assumono farmaci anti-angina. Inoltre nel 30% degli uomini il risultato non soddisfacente.

«Negli uomini che non  possono assumere PDE5 a causa degli effetti collaterali – spiega il Prof.  Fulvio Colombo, Direttore della Struttura Dipartimentale di Andrologia del Policlinico Sant’Orsola di Bologna –  ma anche in chi risponde all’utilizzo dei PDE5, ma desidera ridurne il dosaggio o la frequenza d’uso è possibile ricorrere al trattamento con onde d’urto a bassa intensità, specificatamente studiate per stimolare e migliorare la microcircolazione e la vascolarizzazione dei corpi cavernosi del pene, ripristinando il meccanismo erettivo in modo naturale».

Questo nuovo approccio terapeutico, riconosciuto dall’Associazione Europea di Urologia (EAU), è specificamente indicato in soggetti che:

  • avvertono i primi segni della disfunzione erettile
  • vogliono arrestarne il peggioramento e ridurre l’uso dei farmaci.

È controindicato, invece, se la causa non è di origine vascolare o se il disturbo è di entità molto severa.

L’onda d’urto proviene da un apposito generatore collegato a un manipolo dotato all’estremità di una testina in gomma. Mantenendo il pene in leggera trazione, si posiziona il manipolo sulle zone da trattare previa applicazione di un gel. Il trattamento dura 20 minuti, è sicuro, privo di effetti collaterali, non necessita di anestesia e il paziente può tornare da subito alle proprie attività quotidiane. Il meccanismo d’azione consente la formazione di nuove reti di vasi sanguigni nei corpi cavernosi del pene: migliorando l’irrorazione ematica, migliora l’erezione. I risultati si manifestano dopo circa 6 sedute e durano in media da 6 a 18 mesi. Questo approccio terapeutico, non farmacologico e non invasivo, può potenzialmente rappresentare la prima scelta terapeutica per ridare agli uomini il controllo della propria sessualità.

Dr.ssa Fiammetta Trallo
Specialista in Ginecologia e Ostetricia e Giornalista pubblicista

 

L’autore

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Fiammetta Trallo

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