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Un, due, tre…stella!!!

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Scritto da R C
Quando è stata l’ultima volta che hai giocato per il gusto del gioco e non perché dovevi intrattenere i tuoi figli?

Giocare serve, da adulti come da bambini, anche se per motivi un po’ diversi.

Da bambino, attraverso il gioco, acquisisci delle abilità, impari a stare con gli altri, stabilisci ruoli, ti immedesimi e ti prepari alla vita in una simulazione che assomiglia alla vita ma in un ambiente protetto ed ovattato.

Da adulto, attraverso il gioco, puoi invece riscoprire competenze perse strada facendo, esercitare immaginazione e fantasia e, al contrario di quanto facevi da piccolo, ti puoi momentaneamente liberare dei ruoli definiti dalla quotidianità e dalle convenzioni sociali per rimettere in gioco l’emotività e i desideri.

L’estate è senz’altro un momento ideale in cui giocare e far giocare, perché abbiamo più tempo libero, meno assilli e preoccupazioni, e anche cambiare il “campo di gioco” ci aiuta a uscire dal tran-tran che tanto nuoce alla creatività.

Una spiaggia, un bosco di conifere, il greto di un fiume, possono essere scenari perfetti per mille idee.

Insieme ai bambini, figli, nipoti o semplici vicini d’ombrellone, riprendiamoci allora un po’ d’infanzia e rimettiamo in moto la fantasia. Questo ci farà sentire meglio: più “leggeri”, più allegri, più calmi e sereni o più in sintonia con gli altri e con noi stessi.

Via libera a castelli, ponti, autostrade per le biglie, a “ruba bandiera” e a statue di sabbia se siamo al mare. In montagna, invece, “un, due, tre stella” in mezzo ai prati, o nascondino tra i cespugli di mirtilli, oppure “chi tira più lontano” o fa rimbalzare più volte il sasso piatto nel laghetto di montagna. Pirati in alto mare sul canotto, la caccia ai granchi sugli scogli, le mummie di sabbia grazie alla rena fine dell’Adriatico… Ma anche il tiro alla fune, la carriola, far volare un aquilone, magari dopo averlo costruito con bastoncini sottili e carta velina, sono giochi perfetti, che adulti e bambini possono condividere per condividerne anche la spensieratezza e il divertimento.

Mettendo da parte per un po’, grandi e piccoli, lo smartphone e le preoccupazioni.

Unica regola: farlo senza pensare al tempo che passa, al “dopo” o al “prima”, ai tanti compiti ordinari e quotidiani che attendono… Il segreto sta nel “lasciarsi prendere dal gioco”, appunto…

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R C

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