Salute

“Know your status”: conosci il tuo stato

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Scritto da Fiammetta Trallo

Lo slogan della Giornata Mondiale 2018 contro l’AIDS

L’ 1 dicembre 2018 si è celebrata la XXX Giornata Mondialeper la lotta contro l’HIV, il virus che causa l’AIDS, ovvero la Sindrome daImmunodeficienza Acquisita. Tutti sappiamo che si tratta di una grave, gravissima, malattia che se non curata porta a morte l’individuo

Sottoporsi al test perl’HIV, che è gratuito, rapido e anonimo, permette di accedere in modo tempestivo alle attuali terapie farmacologiche che consentono, nei casi precocemente diagnosticati, di continuare a vivere con questa infezione per il resto della vita.

L’avvento, a metà degli anni 90, della “triplice terapia” a base di nuovi antiretrovirali, pur non consentendo l’eradicazione del virus, ha tramutato la malattia da inesorabilmente mortale ad infezione cronica, e quindi non più pericolosa per la vita dell’ospite: l’HIV, pur restando nell’organismo, non è più letale. Il virus dell’HIV, quindi, non viene eradicato ma gli viene impedito di replicarsi e diffondersi fino a compromettere la funzionalità del sistema immunitario a tal punto da portare a morte l’organismo a causa di infezioni e sviluppo di tumori.

Nonostante queste buone notizie, ogni anno quasi un milione di persone muore di AIDS perché ignora di aver contratto l’infezione o perché non ha accesso a medicinali adeguati. Nel 2017, ci sono state 1,8 milioni di nuove diagnosi. Sconfiggere l’AIDS è uno degli obiettivi mondiali per il 2030, tuttavia il numero di nuove infezioni e quello delle morti, che non stanno calando abbastanza rapidamente, sono un importante ostacolo al raggiungimento di questo scopo.

La percezione individuale del rischio non sempre corrisponde alla percezione collettiva dello stesso. Solo in italia, si stima che 40.000 HIV positivi non siano a conoscenza del loro stato sierologico. Questo “non sapere” significa non potersi curare e soprattutto vuol dire essere, anche se involontariamente, fonte di contagio per la comunità.

Molti credono che il rischio sia ancora appannaggio di “categorie a rischio”: eroinomani ed omosessuali. Le campagne di sensibilizzazione messe in atto negli anni 90 e rivolte ad omosessuali e tossicodipendenti, che nei tre decenni scorsi sono stati il bacino di diffusione del virus e della malattia, sono state abbastanza recepite. Purtroppo, così non è stato tra la popolazione eterosessuale non tossicodipendente.

L’HIV, oggi, si trasmette prevalentemente per via eterossessuale e può trasmettersi in gravidanza dalla madre al feto.

Il rischio di trasmissione/acquisizione dell’HIV per via sessuale può essere efficacemente evitato adottando le regole del Safer Sex o Sesso Sicuro: 

  • uso del preservativo (condom o femidom) nei rapporti vaginali, anali o orali
  • rapporti senza penetrazione.

I giovani e i giovanissimi sono le categorie più a rischio in quanto sempre più precoci sessualmente, ma molto disinformati e abbastanza promiscui. Tendono a non usare il condom per sottovalutazione del rischio. Fanno sesso sotto l’effetto di alcol e droghe e per evitare gravidanze hanno rapporti durante il ciclo mestruale.

La distinzione tra contraccezione e prevenzione non è sempre chiara tra i giovani. Alla base di questi comportamenti pericolosi c’è la scarsa educazione sessuale. La S.I.G.O continua a rinnovare l’appello alle istituzioni italiane affinché sia approvata, quanto prima, una legge per l’educazione scolastica alla sessualità ed affettività. Nel nostro Paese non sono materie obbligatorie e non sono previste nei programmi ufficiali del ministero dell’Istruzione. Ogni singolo istituto scolastico è libero di scegliere autonomamente se svolgere corsi specifici.

Cosa dobbiamo sapere?  Che l’HIV si trasmette attraverso lo scambio di fluidi corporei infetti e non si trasmette con la saliva e il bacio, né con i comportamenti sociali quotidiani e nemmeno tramite le punture di zanzare. Che l’uso di aghi, rasoi, strumenti chirurgici e apparecchiature per tatuaggi e piercing, se adeguatamente sterilizzati e non scambiati, non sono veicolo di trasmissione. Che l’HIV si trasmette per via sessuale e che nel rapporto omo/eterosessuale non protetto vi è il massimo scambio possibile di fluidi organici:

  • nel maschio HIV+:  il virus si trova sia libero nel liquido seminale sia all’interno dei leucociti seminali.
  • nella femmina HIV+: il virus si trova nei leucociti del secreto vaginale e nel sangue mestruale

La donna possiede una maggiore vulnerabilità biologica verso questa infezione in quanto le mucose genitali femminili sono più fragili rispetto a quelle maschili e quindi più soggette a micro traumi che creano una porta d’ingresso per il virus HIV. Anche la mucosa anale è più fragile e più esposta a microtraumi; per questo i rapporti anali non protetti sia omo che eterosessuali sono altamente a rischio sia di acquisizione sia di trasmissione dell’infezione.

Deve essere ben chiaro il messaggio che l’AIDS è una malattia prevenibile al 100% se si utilizza il  preservativo e che nei casi di fallimento o non uso del condom sottoporsi tempestivamente al test per l’HIV consente, in caso di contagio, di contrastare lo sviluppo della malattia.

L’autore

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Fiammetta Trallo

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