Salute

Christmas Blues

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Scritto da Fiammetta Trallo

Natale da sempre è la festa della famiglia. Quale migliore occasione per star vicino ai propri cari con bambini, nonni, zii e cugini. E poi c’è il cenone, le luci, il presepe e i regali sotto l’albero.

Purtroppo, però, sono tante le persone che a Natale si sentono tristi. E per mille motivi. Ovvi come chi ha da poco perso una persona cara o si è separato o ha perso il lavoro o sta affrontando un problema di salute. Ma c’è anche a chi scatta l’ansia al solo ricordo della forzata convivenza vissuta il precedente Natale.

Aperture di regali inutili e cenoni all’ingrasso con parenti e conoscenti con cui si ha poco da condividere porta all’inevitabile costrizione della propria libertà individuale stravolgendo un periodo in cui si vorrebbe un pò di riposo e di tranquillità.

Pensate ai tanti vegetariani e vegani, per non parlare degli ortoressici, e di chi da sempre vuol perdere chili di troppo quale tortura psicologica può essere ritrovarsi intorno a una tavola imbandita. Nutrizionisti e dietologi si stanno già facendo in quattro per spiegare quante calorie ci sono in una fetta di panettone e di quanto si innalzeranno glicemia e trigliceridi dopo un paio di mangiate luculliane. Gli stessi professionisti che nei giorni prefestivi lanciano questi anatemi li ritroveremo subito dopo l’epifania pronti ad impartirci altri consigli su fantomatiche diete del minestrone per smaltire, entro pochi giorni, le calorie ingurgitate durante le feste.

I regali. Ma quanto costa dover comprare un pensierino per tutti. Il consumismo in un qualche modo ci fa sentire costretti a spendere anche se non si ha voglia di intaccare i risparmi. E’ vero che i regali si riciclano, ma se tutti se li scambiano la notte della Vigilia bisognerà aspettare Natale 2019 per poterli riutilizzare.

Per i single, poi, la festa della famiglia può diventare un momento di infinita tristezza. E per tanti altri questa diventa un’occasione per fare un bilancio della propria vita soprattutto se non è stata costellata dai successi sperati. L’atmosfera natalizia riesce a volte ad amplificare la solitudine e la tristezza di chi vive sentimenti di malinconia o di insoddisfazione personale facendo venire a galla problematiche emotive ed esistenziali non meglio affrontate.

Si salvano solo bambini e anziani. I primi aspettano impazienti i regali e da quest’anno non hanno nemmeno i compiti per le vacanze. I più colpiti sono gli over30 specie se single e senza un lavoro stabile.

La bella notizia è che la Christmas Blues non è una patologia vera e propria. Se gestibile non è preoccupante e si risolve di solito alla fine delle feste. Paradossalmente, il ritorno alla normalità lavorativa e alla routine quotidiana dissolve ogni malessere. Se così non fosse e se tristezza, ansia, disturbi del sonno e pensieri negativi persistono meglio consultare uno specialista. I professionisti del benessere psicologico consigliano di non trascurarla e di affrontarla mettendo in atto una serie di comportamenti positivi. In fin dei conti questo può anche essere un momento per prendersi cura di se e dedicarsi alle proprie passioni, dormire di più, fare movimento, leggere tutto di un fiato il libro che è nel cassetto da chissà quanto, ascoltare musica. Per chi tende al vittimismo e all’autocommiserazione meglio attivarsi al più presto.

Il compito di psicologi e counselor è distinguere la Christmas Blues dal disturbo affettivo stagionale, un vero e proprio stato depressivo maggiore con esordio ricorrente tra autunno e inverno.

Alla diminuzione delle ore di luce, nei soggetti predisposti, si verifica un calo della produzione di serotonina, l’ormone della felicità, senza che vi sia stato un evento stressante significativo come lutti, separazioni o perdita del lavoro. Questo stato depressivo aumenta lentamente, si acuisce nel periodo natalizio e indipendentemente dalle terapie tende a risolversi verso primavera.

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Fiammetta Trallo

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