Salute

Donne che convivono con la neurodiversità

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Scritto da Fiammetta Trallo
Molte donne, seppur capaci di adattarsi alla vita di tutti i giorni, nascondono i loro problemi interiori e non sempre riescono a comprendere il reale motivo delle loro fatiche quotidiane, semplicemente perchè le sottovalutano.

Queste donne non sanno di avere la Sindrome di Asperger, una forma leggera di autismo che si manifesta senza ritardi nel linguaggio né deficit intellettuali, che le costringe ad una vita carica di ansie e di abitudini difficili da modificare.

Uno dei tratti distintivi di questo disturbo è la difficoltà nel socializzare. Le donne Asperger tentano inutilmente di condurre una vita normale e, per quanto possano avere un fidanzato o degli amici, preferiscono trascorrere molto del loro tempo da sole.

La sindrome è più frequente nel maschio. Si stima che il rapporto M/F sia di 4 a 1 anche se questo dato probabilmente non è del tutto corretto proprio perché la capacità delle donne Asperger, rispetto agli uomini, di adattarsi alla quotidianità le rende invisibili e porta a sottostimare la frequenza di questa sindrome nel mondo femminile.

Queste donne, chiuse nel proprio guscio, riescono a nascondere le loro problematiche alla società che le circonda, e di fatto la società le ignora. La difficoltà di diagnosi e le fatiche non indifferenti per adattarsi in un mondo sordo ai loro problemi fa sì che la sindrome venga spesso scoperta solo in età adulta quando le donne Asperger arriveranno a dover affrontare i propri problemi scoprendo di non essere “fuori di testa”, come invece sono state definite fino a quel momento. Quando arriveranno a comprendere di avere semplicemente un modo differente di approcciarsi con il mondo per loro inizierà finalmente una nuova vita. Ma nel frattempo?

Da bambine manifestano un diverso modo di esprimere i loro 5 sensi: tatto, vista, udito, gusto, olfatto ma anche di pensare. Hanno grande memoria ma interessi molto circoscritti. Sono routinarie con stereotipie varie per compensare il grande stress emotivo di cui sono vittime costanti. Tutte caratteristiche tipiche delle Asperger che però sono interpretate sia dai genitori sia dagli insegnanti come bizzarrie da correggere e normalizzare. Bambine definite bizzare alle scuole materne ed elementari che continuano a manifestare un certo grado di disagio sociale nell’adolescenza.

Si disinteressano di moda e pettegolezzi, odiano il parlare invano, non si truccano. Credono sempre a ciò che sentono dire dagli altri e non sanno mentire. Nel quotidiano devono convivere non solo con le proprie difficoltà sensoriali, emotive e relazionali, ma sopportare anche prese in giro e umiliazioni, facendo buon viso a cattivo gioco. Sono delle vere e proprie ingenue spesso vittime di bullismo e/o di mobbing sul lavoro, anche se nel mondo del lavoro, le donne Asperger mettono a disposizione dei loro datori una dedizione totale e una sopportazione di routine ripetute che annoierebbero chiunque altro.

Per quelle che riescono a costruirsi una famiglia con prole, ecco allora che la scoperta di un disturbo dello spettro autistico in uno o più dei loro bambini le porta spesso a scoprire la propria sindrome di Asperger e a uscire dall’invisibilità.

Per tutte le altre, in attesa di una diagnosi corretta che le tolga dall’invisibilità di cui si sono circondate, la vita prosegue in una sofferenza continua. Un logorio da stillicidio con un dispendio di energie, a volte considerevole, a fronte di incomprensioni, rinunce, stress e sfinimento fisico e morale.

Meglio l’invisibilità quando non si riesce più ad adattarsi agli altri e al mondo circostante. Meglio restare sole di default, in mancanza di meglio, per non esporsi più allo sguardo altrui, al fallimento, alla frustrazione, alla sofferenza.

Che cosa servirebbe a una ragazza Asperger? Cosa potrebbe realmente aiutarla? In primis, la consapevolezza della propria condizione e l’accettazione di sé e della propria diversità.

L’autore

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Fiammetta Trallo

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