Salute

Trifoglio rosso per la menopausa, uno studio dell’Istituto dei Tumori di Milano ne dimostra sicurezza ed efficacia

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Scritto da R C

La menopausa è, quasi sempre, un fenomeno naturale che interessa tutte le donne tra i 45 ed i 60 anni di età e rappresenta la fine del periodo fertile.

La “sindrome menopausale” comporta un sensibile peggioramento della qualità della vita per circa il 75% delle donne in menopausa: vampate, palpitazioni, secchezza vaginale, bruciori o cistiti ricorrenti, difficoltà nei rapporti intimi con calo della libido, aumento di peso, ma anche insonnia, irritabilità e/o depressione.

Accanto a questi sintomi “percepibili” ve ne sono altri più subdoli, perché più gravi ma “silenziosi”, legati al calo degli estrogeni.

Oltre all’osteoporosi, infatti, vi è anche l’aumento di rischio per le patologie cardio-vascolari, dovuto ad un consistente aumento del BMI, il Body Max Index, che è a sua volta direttamente collegato al rischio di sindrome metabolica.

Accanto alle donne che arrivano in modo naturale alla menopausa, ci sono però anche donne ancora giovani (di 35/40 anni) che, nel pieno della fertilità, si ritrovano a dover affrontare la sindrome menopausale perché, dovendo curare un tumore alla mammella, entrano in menopausa “indotta” a causa dei trattamenti antitumorali. Quando, infatti, il carcinoma alla mammella è di tipo “ormono-responsivo”, ovvero prolifera anche a causa degli ormoni naturalmente prodotti dalla paziente, la terapia antitumorale prevede farmaci che agiscono bloccando la produzione di estrogeni ed inducendo di fatto la menopausa.

Ma se, oltre a dover affrontare un tumore, queste donne, ancora nel fiore degli anni, devono fronteggiare anche i sintomi di una menopausa precoce, si aggiunge “peso al peso”, e non solo in termini di qualità della vita per via degli effetti “palpabili” della carenza di estrogeni – dalle vampate alla difficoltà nell’avere rapporti sessuali ad un improvviso aumento di peso corporeo -, ma anche e soprattutto a livello psicologico.

Ecco perché all’Istituto dei Tumori di Milano è stato identificato un protocollo di presa in carico delle pazienti in età fertile che si trovano, a causa di un carcinoma alla mammella, a dover affrontare anche una menopausa indotta. <<Un protocollo che voleva testare l’efficacia dell’integrazione pro-estrogenica, non TOS, a base di Isoflavoni di Trifoglio rosso, combinata ad alimentazione corretta secondo i principi della dieta mediterranea ed attività fisica, sui sintomi della menopausa in donne con carcinoma mammario in menopausa precoce indotta>> – spiega la Dr.ssa Cristina Ferraris, che ha condotto lo studio – <<88 pazienti oncologiche sono state seguite per 24 mesi oltre che dagli oncologi anche da dietologi nutrizionisti e psicologi. Alla dieta personalizzata e all’ esercizio fisico moderato ma costante è stata abbinata l’assunzione di un estratto di Trifoglio rosso pratense, che già in vitro ha dimostrato, in molti precedenti studi, di poter essere considerato una valida alternativa (o complementare, quando non vi siano controindicazioni), all’utilizzo della TOS per trattare i disturbi legati alla carenza di estrogeni.

Lo studio sugli effetti del Trifoglio rosso, il primo in assoluto in oncologia condotto in vivo a livello mondiale, è stato presentato all’ultimo Congresso ESMO (European Society of Medical Oncology) e verrà proposto per la pubblicazione sul prestigioso “European Journal of Cancer”. Questo studio rappresenta un passo importante verso un miglioramento della qualità di vita delle donne in menopausa, soprattutto di coloro che, essendo in trattamento oncologico, non possono assumere la TOS, perché aumenterebbe il rischio di proliferazione delle cellule tumorali a livello delle ghiandole mammarie. Il Trifoglio rosso ha dimostrato di essere in grado di fronteggiare i problemi più gravi che caratterizzano la menopausa ma, allo stesso tempo, presenta un elevato profilo di sicurezza, confermato dal fatto che in nessun caso si sono rilevati segni di interferenza sulla proliferazione delle cellule tumorali estrogeno-sensibili.

In conclusione, si può affermare che il Trifoglio rosso ha dimostrato efficacia nel contrasto della sindrome menopausale senza gli effetti collaterali della TOS in pazienti trattate per carcinoma mammario. Un ulteriore valore aggiunto, di non poco conto, è stato un calo dell’incidenza di sindrome metabolica, frequente in questi casi, correlato ad una significativa riduzione del BMI (Body Mass Index), circonferenza vita e fianchi nel gruppo di donne trattate con Trifoglio rosso.

Questo Trial Clinico è prodromico a nuove e innovative ricerche in questo settore dell’oncologia che sta assumendo sempre maggiore importanza grazie alle nuove terapie farmacologiche (chemioterapia, ormonoterapia e immunoterapia), che hanno aumentato le guarigioni e prolungato significativamente la sopravvivenza a questa malattia, rendendo la qualità della vita un valore primario irrinunciabile.>> – conclude l’oncologa.

Di conseguenza, i fitoestrogeni di Trifoglio rosso costituiscono una scommessa vincente nel trattamento non solo dei disturbi più lievi ma anche di problematiche gravi correlate all’insorgere della menopausa, anche in donne che, pur non affette da carcinoma mammario, non possono o non vogliono utilizzare la TOS, perché finalmente anche in vivo hanno dimostrato di essere sicuri oltre che efficaci.

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