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Diabete: scarsa aderenza alle cure e disomogeneità nell’accesso ai presidi terapeutici

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Scritto da R C

Specialisti SID, Società Italiana di Diabetologia

A Torino una lancetta pungidito che una persona con diabete usa quotidianamente costa sei volte di più che a Genova, e un ago costa a Roma 4 volte di più che a Savona.

Sono questi alcuni dei dati emersi dall’indagine condotta dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) sulle differenze regionali nell’accesso a farmaci, presidi e servizi per il diabete.

«Questo lavoro nasce dalla considerazione che, come noto da tempo, esiste in Italia una notevole variabilità interregionale nella gestione della malattia diabetica – afferma il professor Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia – Questa indagine, elaborata dal comitato socio-sanitario della SID e realizzata tramite i presidenti delle sezioni regionali della nostra società scientifica, si propone, quindi, di fornire a medici, operatori sanitari, associazioni dei pazienti, amministratori della sanità, una serie di elementi utili a conoscere, paragonare e valutare il grado di disomogeneità all’accesso a risorse di cruciale importanza per la persona diabetica, perché possano poi essere individuati interventi atti a ridurre le disparità che questa eterogeneità crea tra le persone diabetiche residenti in diverse regioni italiane».

«Prendiamo ad esempio il problema dell’erogazione delle strisce reattive per l’automonitoraggio della glicemia – spiega il professor Agostino Consoli, presidente eletto della SID – Sono sicuro di interpretare il pensiero della SID nell’affermare che il miglior compromesso deve essere ricercato tra l’ottenimento delle forniture al prezzo più basso possibile e la necessità di dotare le persone con diabete di presidi della massima affidabilità, mantenendo, al tempo stesso, il diritto alla scelta degli strumenti più adeguati per la singola persona».

«Uno dei problemi più gravi è l’impatto clinico, economico e sociale della scarsa aderenza alla terapia antidiabete – riflette il professor Giorgio Sesti, presidente della Fondazione Diabete Ricerca – dati italiani ufficiali del rapporto OSMED hanno evidenziato che solamente il 65 % delle persone con diabete è aderente alla terapia.

La non aderenza alla terapia comporta il raddoppio nel numero di ricoveri ospedalieri, il raddoppio dei costi del trattamento del diabete per il SSN, un aumento di circa 6 giorni/anno di assenteismo dal lavoro e un aumento del 30% della mortalità per tutte le cause».

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