Salute

Il sistema immunitario in 7 domande-chiave

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Scritto da R C
Autunno… Sbalzi di temperatura, cambi di stagione… Le difese immunitarie si abbassano dando via libera a virus, raffreddori, influenza. Ma non solo…

Chi ha un sistema immunitario più fragile, è maggiormente esposto. Inutile sottolineare che contatti ripetuti con molta gente, stress, malnutrizione e un sistema immunitario debole sono fattori aggravanti per qualunque aggressione da virus.

  1. Cos’è il sistema immunitario?

Il sistema immunitario è un insieme complesso di meccanismi difensivi di strutture distribuite in tutto l’organismo. Le componenti del sistema immunitario possono funzionare individualmente o essere coordinate tra loro in modo da riconoscere, controllare ed annientare con efficacia gli elementi estranei che riescono ad entrare nell’organismo. Ci sono due tipi di immunità, quella innata (non specifica) e quella specifica.

Immunità innata o Non-Specifica
Questo tipo di immunità agisce nel momento del contatto iniziale con l’agente estraneo e non richiede la memoria di un incontro precedente per innescarsi e quindi dar luogo ad un’efficace risposta immunitaria.

Immunità Specifica o Adattiva
Questa include gli anticorpi e le cellule che possono attaccare e distruggere gli agenti invasori specifici. Affinché questo tipo di risposta immunitaria possa raggiungere la maggior performance, è necessaria una precedente esposizione all’agente estraneo. La risposta immunitaria è relativamente lenta ma l’immunità conferita è di lunga durata. La risposta immunitaria può essere mediata da anticorpi (umorale), mediata da cellule (cellulare) o da entrambi fattori. Di solito l’incontro con antigeni esterni come batteri, virus e altri fattori esterni, dà luogo ad una complessa varietà di risposte.

  1. Perchè sono importanti i linfociti?

La capacità di rispondere a stimoli immunologici risiede principalmente nelle cellule linfoidi. Ci sono 2 classi principali di linfociti:

Cellule “T”
Sono linfociti la cui maturazione richiede un’elaborazione da parte del timo. Esistono numerose sottoclassi con corrispondenti funzioni specifiche. La resistenza a molte infezioni microbiche deriva dal tipo di immunità cellulare che offrono. Inoltre, forniscono una difesa contro parassiti, tumori e cellule provenienti da trapianti d’organo. Un esempio ben noto di questo processo sono le cellule “T helper” (che appartengono ad una sottoclasse di linfociti “T”) le quali vengono soppresse in caso di AIDS con il risultato che infezioni e tumori non riescono ad essere eliminati.

Cellule “B”
Sono composte da linfociti che, a differenza delle cellule T, non richiedono la maturazione del timo. Si sviluppano invece nel tessuto linfatico periferico e nel midollo osseo. Sono la fonte di anticorpi che attaccano in modo specifico le sostanze estranee, marcandole per essere poi distrutte da altri componenti del sistema immunitario. L’immunità mediata da anticorpi è importante nei disturbi causati da tossine, in alcune infezioni microbiche e nella resistenza ad alcuni tipi di infezioni virali.

  1. In quali organi sono concentrate le nostre difese immunitarie?

È l’intestino il centro nevralgico, sede di oltre il 70% delle difese immunitarie: le disbiosi, che alterano la flora intestinale, determinando uno squilibrio funzionale non solo dell’intestino ma anche in altri organi-tampone (rene, stomaco, polmoni), deputati a eliminare i radicali liberi attraverso l’urina, le feci, il sudore, etc. con conseguente accumulo di scorie acide e aumento dell’acidosi. L’intestino tenue è il primo organo deputato a filtrare gli alimenti che assumiamo, ad assimilarli: siamo certi che stia funzionando correttamente? La nostra flora batterica intestinale è in perfetta salute? Svolge al meglio il proprio ruolo di difesa contro lo stress ossidativo e le infezioni?

Se la flora batterica, a causa dei ritmi di vita e dell’alimentazione “moderni” diventa “anarchica” e insorgono disbiosi, i micronutrienti non vengono ben assimilati – con conseguenze sul peso, che aumenta troppo o troppo poco -, le difese immunitarie si abbassano, lo stress ossidativo aumenta e attacca altri “organi-bersaglio”, dando vita ad un circolo vizioso che avrà conseguenze non solo estetiche ma anche di salute.

Per mantenere l’intestino “in forma” puntiamo su una terapia alcalinizzante che tolga nutrimento ai batteri “cattivi” (attraverso l’assunzione di alimenti ed integratori “alcalinizzanti”) e su una terapia d’integrazione in grado di ripristinare al meglio la flora batterica (probiotici mirati), occorre, inoltre, stimolare le difese naturali  con i cosiddetti alimenti “nutrigenomici”: non semplici integratori ma veri e propri immunomodulatori che possono aiutarci a migliorare le difese immunitarie endogene in modo del tutto naturale Tra i più testati, l’FPP – Fermented Papaya Preparation, meglio nota come “papaya fermentata Immun’Âge®”.

  1. Il sistema immunitario invecchia?

Purtroppo, sì. Erroneamente si associa la vecchiaia unicamente alle rughe, ai capelli bianchi, mentre la conseguenza più dannosa di questo inesorabile fenomeno è lo sviluppo di malattie infettive e croniche. La lotta contro il tempo è impossibile, ma possiamo rallentare l’invecchiamento, lottando contro il declino del sistema immunitario, che con il trascorrere degli anni diventa meno efficace. La ghiandola del timo, a 70 anni è diecimila volte meno efficiente che a 20. Con la vecchiaia si è dunque molto più esposti agli agenti infettivi. Oltre all’invecchiamento, molte malattie come i tumori, le malattie cardiovascolari e le malattie degenerative possono essere di origine infettiva.

  1. Combattere le disfunzioni del sistema immunitario significa quindi, prevenire gravi malattie?

Il nostro sistema immunitario è programmato per difenderci da tutte le aggressioni, ma con l’invecchiamento diventa meno efficace. A livello organico è come se sviluppasse una sindrome AIDS estremamente lenta, che lascia le porte aperte ad organismi dannosi che attendono solo una buona occasione per moltiplicarsi. Noi possediamo, infatti, dei retrovirus (che proprio come nell’HIV sono nascosti nelle cellule restando “invisibili”) che sono presenti nei nostri cromosomi e che sono più o meno attivi.

  1. Qual è il primo passo da compiere?

Assumere degli integratori in grado di stimolare il sistema immunitario, perché l’attività dannosa dei radicali liberi si concentra soprattutto sui nostri apparati di difesa. La Papaya fermentata, ad esempio, è una potentissima corazza antiossidante, venti volte più efficace della Vitamina E.

  1. Ed il passo successivo?

Cambiare stile di vita. L’assunzione di Papaya fermentata, Vitamine e integratori è senz’altro un valido aiuto se associata a un po’ di movimento e a una sana alimentazione. Un’alimentazione non equilibrata e la sedentarietà, influendo sullo stato di salute delle cellule e sull’equilibrio ormonale, possono addirittura accelerare il processo di invecchiamento.

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