Alimentazione

Tutto ma proprio tutto sulla Vitamina C, elisir di buona salute

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Scritto da R C

Il nostro organismo non è in grado di sintetizzarla, e molti “ostacoli” si interpongono tra l’assunzione ed un assorbimento efficace, eppure ne abbiamo bisogno per mille ed importanti motivi.

La Vitamina C, ovvero l’acido L-ascorbico, è forse la più comune tra le vitamine, perchè si trova spesso e volentieri in tutta la frutta e verdura oltre che in molti altri alimenti. L’Acido ascorbico è il cofattore di enzimi che catalizzano diverse reazioni metaboliche. Inoltre, interviene nei processi di difesa cellulare, favorendo l’eliminazione dei radicali liberi dell’ossigeno attraverso la donazione di un elettrone.

È un vero “sprinter” del sistema immunitario, agisce, come detto, da antiossidante e contemporaneamente agevola tutta una serie di processi di cui non possiamo fare a meno.

Utile per la sintesi del collagene, quindi per il benessere di ossa, pelle, tendini, legamenti, unghie e capelli, ma anche dei vasi sanguigni, gioca un ruolo anche nella sintesi della noradrenalina, un neurotrasmettitore che regola il nostro umore.

La Vitamina C è anche coinvolta nella modulazione dell’assorbimento, del trasporto e del deposito del Ferro e nel buon funzionamento delle ghiandole surrenali, aumentando quindi la nostra resistenza alla fatica e allo stress. Inoltre, come risaputo, ci difende dai raffreddori e dai malanni di stagione, ed è un potente antiossidante, che combatte i radicali liberi a diversi livelli e aiuta l’organismo a disintossicarsi da sostanze inquinanti e scorie di scarto. La sua diffusione in moltissimi alimenti, però, non è purtroppo garanzia per un’assunzione adeguata e corretta: si tratta di un composto altamente deperibile, sensibile al calore e alla luce, inoltre, come per altri tipi di sostanze, la sua percentuale di assorbimento diminuisce all’aumentare della dose; visto che la dose giornaliera raccomandata consigliata (RDA) europea è di 60 mg, pari a circa 200 grammi di arance (solo la parte edibile), di solito gli integratori sono formulati con dosi piuttosto alte (dai 500 mg in su) per poter fornire l’RDA ideale.

Se ci sentiamo stanchi e spossati fin dal mattino, se abbiamo la tendenza ad ammalarci spesso e abbiamo difficoltà a recuperare dopo una malattia, fosse pure un banale raffreddore, se le gengive ci sanguinano spesso, se i capillari sono fragili e le ferite tardano a guarire, probabilmente dovremmo aumentare l’apporto della Vitamina C. Anche un umore apatico o troppa irritabilità possono segnalare una carenza di questa sostanza preziosa, per via dell’alimentazione non adeguata o a causa di patologie in atto (ipertiroidismo, tabagismo, etilismo, stati infiammatori gravi, etc.).

La Vitamina C è largamente diffusa negli alimenti di origine vegetale; particolarmente ricchi sono gli agrumi, i kiwi, i peperoni, i pomodori e gli ortaggi a foglia verde. Basterebbe quindi assumere le giuste quantità di questi cibi per non incorrere in carenze…e invece… la verdura e la frutta che vengono conservate per lungo tempo prima di essere consumate, subiscono ingenti perdite vitaminiche. Anche trattamenti che comportano lavaggi con grandi quantità di acqua e successiva cottura possono portare a notevoli perdite (sino a raggiungere in alcuni casi il 75%) perchè la Vitamina C è, tra le vitamine, quella che va incontro a maggiore degradazione, sia per l’instabilità al calore e all’ossigeno dell’aria sia per la sua idrosolubilità.

Cosa fare, allora, per essere certi di soddisfare il fabbisogno organico di questa miracolosa vitamina? Mangiare frutta e verdura crude, possibilmente senza averle conservate troppo a lungo in dispensa o in frigo, e consumarle con la buccia, quando possibile. In caso di disturbi che potrebbero essere sintomo di una carenza, meglio ricorrere ad integratori idonei. Tra le novità, VITAMINA C 1000 di NAMED®, integratore di Vitamina C in compresse, arricchito con estratti vegetali di Rosa canina, Acerola, Camu camu e Arancia rossa, a loro volta ricchi di acido L-ascorbico per una più completa efficacia.

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