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Stress sotto controllo con il “forest bathing”

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Scritto da R C

Nasce in Giappone, dove lo chiamano ”shinrin yoku” ovvero “bagno di foresta”, e arriva fino a noi grazie all’indiscussa capacità di migliorare il benessere mentale oltre che fisico.

Infatti, trascorrere regolarmente un po’ di tempo camminando nei boschi e in ambienti naturali, il più possibile incontaminati, aiuta ad abbassare i livelli di cortisolo, ormone dello “stress”, prodotto dalle ghiandole surrenali in risposta ad agenti stressori esterni o interni.

Non a caso diverse ricerche epidemiologiche hanno dimostrato livelli elevati di cortisolo in individui che vivono in aree con pochi parchi e giardini.

Il “forest bathing”, un’immersione in aree naturali in cui la componente “verde” predomina catturando tutti i nostri sensi, sembra avere effetti benefici sul sistema immunitario, sull’apparato cardiovascolare e respiratorio, sugli stati di ansia, depressione, disturbi dell’umore, deficit di attenzione e iperattività.

Una meta-analisi che ha confrontato i livelli di cortisolo in gruppi che passeggiavano in ambiente urbano e gruppi che effettuavano i “bagni di foresta” sembra evidenziare un effetto positivo persino in chiave “preventiva”: non solo l’attività concreta – quella motoria e contemplativa dell’ambiente circostante – ma addirittura il solo pensiero di andare a svolgerla abbasserebbe i livelli di stress! Inoltre, i benefici permarrebbero fino a 4 settimane dopo la camminata nel bosco!

Anche le sostanze volatili rilasciate in ambiente boschivo – i “fitoncidi” dei pini, per esempio – determinano un profondo relax psicofisico in chi le respira.

Inoltre, la composizione della foresta influenza l’effetto antistress: le querce sembrano aiutare di più le donne, mentre le betulle pare siano efficaci in entrambi i sessi.

Riprendere quel legame con la Natura, che la vita in ambienti urbani e iper-antropizzati mette a rischio quotidianamente, diventa perciò un’importantissima occasione in termini di benessere e stile di vita, e apre la strada a nuove opportunità anche a livello terapeutico, grazie anche alla possibilità offerta dalle nuove tecnologie immersive di realtà virtuale di poter ricreare la pratica “visiva” del forest bathing anche per soggetti che non possono recarsi personalmente nei boschi, perchè a ridotta capacità motoria o affetti da Alzheimer o demenza.

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