Salute

L’età non conta… Elisir di lunga vita tra miti e conferme scientifiche

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Scritto da R C

La ricerca dell’ “elisir di lunga vita”, iniziata nel XVI° secolo, non ci ha mai abbandonati ed oggi la ricerca contemporanea dedica molte energie alla formulazione di molecole e ritrovati che possano allontanare l’invecchiamento ed i suoi segni.

Si parla ormai da tempo del ruolo dello stress ossidativo nel determinare l’aging ma se ne parla ancora poco in quanto fattore scatenante e corresponsabile della genesi di patologie invalidanti e croniche legate all’invecchiamento: di fatto il permanere di uno stato di stress ossidativo agisce negativamente su tutte le funzioni del nostro organismo, non solo sui segni più esteriori. Le regine dello stress ossidativo sono le specie reattive dell’ossigeno (ROS), che si formano all’interno delle nostre cellule; prevalentemente, anche se non esclusivamente, a livello del mitocondrio.

Un’elevata produzione di ROS non compensata da adeguati sistemi antiossidanti fisiologici e il conseguente accumulo degli stessi all’interno di organi e apparati, porta a uno stato di stress ossidativo, che determina a livello cellulare sia la morte cellulare (apoptosi) sia uno stato di senescenza. A livello dell’intero organismo lo stress ossidativo prolungato è stato associato a patologie gravi come tumori e malattie neuro degenerative, che a loro volta risultano legate a doppio filo al processo di invecchiamento.

Cosa significa quindi invecchiare “bene” oppure “male”?

Poter evitare, oltre alle rughe, soprattutto malattie invalidanti la cui diffusione cresce di pari passo con l’invecchiamento della popolazione. La medicina ora punta sempre più sul “controlled aging“, nuova frontiera antiaging. Controllare la naturale tendenza all’invecchiamento, limitando l’azione pro-ossidativa dei ROS, diventa fondamentale non solo per combattere i segni più evidenti che il tempo lascia sulla nostra pelle – le rughe, le macchie, etc…- ma soprattutto per poter sfruttare al meglio e in salute quella che in Giappone chiamano la “seconda giovinezza” e che arriva con il 60° compleanno.

A livello statistico, i giapponesi sono la popolazione più longeva al mondo mentre gli italiani sono al secondo posto. Perché? Sicuramente l’alimentazione gioca un ruolo determinante in fatto di longevità. Tra i molti segreti degli orientali vi è anche il consumo quotidiano di cibi fermentati.

La fermentazione nasce come metodo per la conservazione degli alimenti, utilizzato fin dall’antichità. Il vino e la birra sono classici prodotti ottenuti da fermentazione alcolica. In assenza di ossigeno, alcuni microrganismi agiscono sugli zuccheri trasformandoli in composti ad azione conservativa. I fermenti che agiscono sono le muffe, i lieviti e i batteri. Attraverso la fermentazione, gli alimenti subiscono un processo che, oltre a modificare l’aspetto e il gusto del cibo, ne aumenta la conservabilità e la digeribilità. Il risultato di questo interessante ed antico processo è un prodotto finale diverso da quello originale, di cui vengono modificati il profilo organolettico e la composizione nutrizionale: si formano acidi che, abbassando il pH dell’alimento, inibiscono lo sviluppo dei microrganismi nocivi, ma anche il contenuto vitaminico dei cibi aumenta e varia il profilo enzimatico.

Si formano, ex-novo, molecole che nell’alimento originario non erano presenti: è questo il caso della Papaya fermentata FPP® (Fermented Papaya Preparation), che sotto il brand Immun’Age® viene distribuita in tutto il mondo ed è tra gli integratori più noti ed imitati degli ultimi decenni, tuttavia solo la versione originale, prodotta dall’azienda Osato e distribuita in Italia da NAMED®, può vantare qualità validate da studi internazionali.

Grazie ad un processo, brevettato ed unico, di fermentazione di 10 mesi, il frutto acerbo della Carica papaya Linn non OGM, si “trasforma” da frutto multivitaminico in vero e proprio composto antiossidante e immunomodulante che, come evidenziato da una recentissima ricerca, è anche in grado di attivare la produzione di ATP a livello mitocondriale e quindi fornire energia subito pronta al cervello, un nuovo campo d’indagine, quest’ultimo, ancora tutto da approfondire.

Le virtù della Papaya fermentata-FPP® originale “made in Japan”, studiata da ORI® (Osato Research Institute), sono note da tempo anche alle nostre latitudini, ma le continue ricerche sugli effetti di questo estratto fermentato ci offrono nuove conferme.

Dopo uno studio del 2016 il cui scopo era il valutare la capacità protettiva di FPP® contro lo “skin aging e dal quale è emerso come FPP® sia in grado di ridurre l’invecchiamento cutaneo aumentando le naturali difese antiossidanti della pelle (Experimental and Therapeutic Medicine, 2016), è stato recentemente pubblicato sulla rivista “Antioxidants” uno studio tutto italiano [Beneficial Effects of Fermented Papaya Preparation (FPP®) Supplementation on Redox Balance and Aging in a Mouse Model, Logozzi et al., Antioxidants 2020] che dimostra in vivo le capacità antiossidanti di FPP®-Immun’Âge®.

Come spiega il Dr. Stefano Fais, dirigente di Ricerca presso il Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare dell’Istituto Superiore di Sanità: «i risultati sono sorprendenti perché valutano positivamente l’azione di FPP® sulla lunghezza dei telomeri. I telomeri sono la parte finale dei cromosomi, composti di DNA altamente replicato, che serve a “proteggere” il cromosoma, e che si accorciano ad ogni duplicazione, andando a definire l’età della cellula e la sua durata. Man mano che invecchiamo, i telomeri si accorciano, duplicazione dopo duplicazione, rendendo le nostre cellule più fragili e maggiormente esposte al deterioramento. La nostra ricerca testimonia come la somministrazione di FPP® induca un aumento dell’attività telomerasica oltre ad un aumento della lunghezza dei telomeri. A livello generale viene osservata anche una marcata azione antiossidante, in particolare mediata da GSH (glutatione, un tripeptide con proprietà antiossidanti). Avevamo già esplorato, grazie a un precedente studio pubblicato lo scorso anno sulla rivista “Cancers” [Oral Administration of Fermented Papaya FPP® Controls the Growth of a Murine Melanoma through the In Vivo Induction of a Natural Antioxidant Response, Logozzi et al., Cancers 2019], gli effetti di FPP® sia nella prevenzione sia nel trattamento dei tumori correlati alla risposta sistemica antiossidante; lo stress ossidativo, infatti, sembra avere un ruolo determinante nello sviluppo di tumori legati all’invecchiamento. Lo studio ha evidenziato una riduzione della crescita tumorale e dei livelli plasmatici di ROS con aumento, invece, del livello di antiossidanti, di GSH e SOD-1 a livello plasmatico».

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