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Bambini meno sensibili al Covid-19? Una nuova ipotesi

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Scritto da R C
I bambini, pur presentando la stessa suscettibilità degli adulti al contagio, sembrano meno esposti alle complicanze di Coronavirus, forse grazie ad una risposta più efficiente, dovuta ad un organismo più “pronto” a fronteggiare i nuovi virus con cui entra in contatto. 

Tutti ci chiediamo perché i bambini presentino solo molto raramente complicazioni polmonari da Coronavirus rispetto agli anziani, e perché, più l’età aumenta, maggiore è la mortalità nei pazienti colpiti da Covid-19.

Il Dr. Umberto Vitali, medico chirurgo e specialista in Clinica Pediatrica e in Medicina dello Sport, ha una teoria che potrebbe dare una risposta a queste domande. Teoria peraltro supportata da diversi studi, alcuni dei quali piuttosto recenti, sull’utilizzo del collagene in caso di polmonite.

«Il famoso collagene, che viene tanto usato per motivi estetici (antirughe, ecc.), è alla base del tessuto di sostegno di numerose strutture del nostro corpo: pelle, cartilagine articolare, ossa, cristallino dell’occhio, tendini, organi interni (fegato, reni, ecc.). Il collagene del bambino si riproduce e si rinnova velocemente, come è logico, perché è in una fase di forte crescita.

Purtroppo, la produzione ed il rinnovo del collagene iniziano a diminuire dopo i 25 anni di età fino a ridursi moltissimo dopo i 50 anni, e ancor di più dopo i 70 anni. In particolar modo negli individui che fumano, bevono troppo caffè, alcol, sono molto stressati, esagerano con l’attività fisica e/o lavorativa, vivono dove l’inquinamento da PM 2,5 è elevatissimo, si alimentano con cibo non biologico (quindi più ricco di conservanti, coloranti, pesticidi), con cibo spazzatura, dolci e grassi animali in eccesso, alimenti pro-infiammatori (formaggi, carne di suino, eccesso di sale, nitrati, nitriti, ecc.).

In tutti questi casi, il rinnovamento del collagene risulta ancora più carente, soprattutto negli organi maggiormente esposti: polmoni e cuore.

Nei polmoni, organo interessato dal Coronavirus con polmonite interstiziale, il collagene è fondamentale costituente della membrana basale, sulla quale poggiano le cellule endoteliali deputate alla cessione dell’ossigeno ai capillari, che circondano l’alveolo polmonare. Quando l’anziano si aggrava con la polmonite interstiziale, il tessuto di sostegno-membrana basale si infiamma e si altera, causando fibrosi polmonare e una carenza di ossigeno acuta, che porterà all’exitus. Nel bambino tutto ciò assolutamente non accade con la stessa frequenza, almeno per i dati ora a disposizione, probabilmente anche perché la struttura dell’alveolo polmonare è più integra e non ha carenza di collagene.»

Allora quale può essere un suggerimento utile per affrontare questa epidemia?

«Meglio farsi trovare preparati dal Coronavirus, potendo avere a disposizione, a livello organico, una buona quantità di collagene (rinforzante la struttura dello scambio di ossigeno polmonare), Zinco (azione di sintesi proteica e antivirale), Leucina e Creatina (per rinforzare la muscolatura respiratoria), Vitamina D, che in inverno è solitamente carente per mancanza di esposizione al sole (azione di sintesi proteica e immunostimolante) e Vitamine.

Chi è interessato ad un protocollo di “prevenzione” naturale, per rinforzare quelle difese di cui il nostro organismo già dispone, può utilizzare integratori adatti; ce ne sono alcuni già completi di tutte queste sostanze, soprattutto in un momento in cui, purtroppo, non abbiamo conferme importanti di farmaci che possano avere funzione decisiva nel combattere questo nuovo virus.

Anche perché, attualmente, chi presenta febbre e non viene sottoposto al test del tampone, viene invitato a stare a casa, in autoisolamento, con il rischio che il Covid-19 possa anche avere un’evoluzione velocissima, con necessità di assistenza respiratoria. Quindi, diventa importante anche cercare una strada per prevenire o aiutare il nostro organismo a reagire al massimo delle proprie funzioni qualora entri in contatto con l’agente virale.

Mai arrendersi! Il destino talvolta sembra essere più nelle nostre mani e nello stile di vita, piuttosto che in quelle del virus Covid-19.», conclude il Dr. Vitali.

NOTA: La letteratura sostiene questo ragionamento con diversi studi anche recenti, vedi:

Cigarette smoke inhibits alveolar repair: a mechanism for the development of emphysema.  Rennard SI, Togo S, Holz O. Proc Am Thorac Soc. 2006 Nov;3(8):703.

Biomarkers of collagen synthesis predict progression in the profile idiopathic pulmonary fibrosis cohort. Organ LA1, Duggan AR2, Oballa E2, Taggart SC2, Simpson JK2, Kang’ombe AR2, Braybrooke R1, Molyneaux PL3,4, North B2, Karkera Y2, Leeming DJ5, Karsdal MA5, Nanthakumar CB2, Fahy WA2, Marshall RP2, Jenkins RG6,7, Maher TM8,9. Respir Res. 2019 Jul 12;20(1):148. doi: 10.1186/s12931-019-1118-7.

Oral immunotherapy with type V collagen in idiopathic pulmonary fibrosis. Wilkes DS1, Chew T2, Flaherty KR3, Frye S2, Gibson KF4, Kaminski N5, Klemsz MJ6, Lange W2, Noth I7, Rothhaar K2. di DS Wilkes – ‎2015 – ‎Citato da 38 – ‎Articoli correlati

Eur Respir J. 2015 May;45(5):1393-402. doi: 10.1183/09031936.00105314. Epub 2015 Jan 22. In contrast, the highest-dose cohort showed a trend toward stabilisation of forced vital capacity and   matrix metalloproteinase 7, and a reduction in binding of C1q to anti-col(V) antibodies. IW001 may modulate the immune response to col(V) and may represent a new therapeutic for col(V)- reactive IPF patients.

JA Mereness – ‎2018 – ‎Citato da 4 – ‎Articoli correlati 14 dic 2018 – … Pryhuber GS, Mariani TJ (2018) Type VI collagen promotes lung epithelial cell spreading and wound-closure. PLoS ONE 13(12): e0209095. Abstract Il collagene di tipo VI favorisce la diffusione e la chiusura delle lesioni epiteliali polmonari.

Metabolic Disorders in Chronic Lung Diseases1, Theodoros Karampitsakos2,  Ilianna Barbayianni3, Nikos Xylourgidis3 1, Demosthenes Bouros1, Vasilis Aidinis4 and1,4*First Academic Department of Pneumonology, Hospital for Diseases of the Chest “Sotiria”, Medical School, National and Kapodistrian University of Athens, Athens, Greece5th Department of Respiratory Medicine, Hospital for Diseases of the Chest “Sotiria”, Athens, Greece Department of Internal Medicine, Section of Pulmonary Critical Care and Sleep Medicine, Yale School of Medicine, New Haven, CT, United States Division of Immunology, Biomedical Sciences Research Center Alexander Fleming, Athens, Greece. Lung diseases represent complex diseases with gradually increasing incidence, characterized by significant medical and financial burden for both patients and relatives. Their increasing incidence and complexity render a comprehensive, multidisciplinary, and personalized approach critically important. This approach includes th of comorbid conditions including metabolic dysfunctions. Several lines of evidence show that metabolic comorbidities, including diabetes mellitus, dyslipidemia, osteoporosis, vitamin D deficiency, and thyroid dysfunction have a significant impact on symptoms, quality of life, management, economic burden, and disease mortality. Most recently, novel pathogenetic pathways and potential therapeutic targets have been identified through large-scale studies of metabolites, called metabolomics. This review article aims to summarize the current state of knowledge on the prevalence of metabolic comorbidities in chronic lung diseases, highlight their impact on disease clinical course, delineate mechanistic links, and report future perspectives on the role of metabolites as disease modifiers and therapeutic targets.

EXPERIMENTAL TRANSPLANTATION Prevention of bronchiolitis obliterans in rat lung allografts by type V collagen-induced oral tolerance1Yasufuku, Kazuhiro2 3; Heidler, Kathleen M.4; Woods, Kena A.4; Smith, Gerald N. Jr.,3; Cummings, Oscar W.5; Fujisawa, Takehiko2; Wilkes, David S.3 4 6 February 27th, 2002 – Volume 73 – Issue 4 – p 500-505

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