Alimentazione

Acqua. La risorsa più preziosa

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Scritto da Capitale Salute

Quando vogliamo definire qualcosa di molto semplice e persino scontato, ci riferiamo alla “scoperta dell’acqua calda”. Non c’è mistero nell’acqua; sappiamo tutto sui suoi cambiamenti di stato, sugli effetti della temperatura nel definirne forma e densità. Nella sua forma pura, l’acqua è un composto chimico, unione di due differenti elementi: ossigeno e idrogeno. Due atomi di idrogeno, con carica positiva, si uniscono a un atomo di ossigeno con due cariche negative, formando la molecola H2O. L’acqua è l’unica sostanza che si trova in natura nei tre stati di aggregazione: solido, liquido e gassoso.

La sua versatilità permette, inoltre, molte reazioni chimiche, indispensabili per la vita sul nostro pianeta.

L’acqua, infatti, ha un comportamento che differisce da quello di tutti gli altri liquidi esistenti in natura. Per esempio, come solido ha una densità inferiore che come liquido (si spiega così il galleggiamento del ghiaccio), ha un calore specifico molto alto (è in assoluto il liquido che impiega più tempo per riscaldarsi), ha una tensione superficiale elevata (le gocce d’acqua rimangono integre su molte superfici, come sulle foglie delle piante, e non si espandono come gli altri liquidi).

Inoltre, recenti scoperte ci raccontano come nemmeno dell’elemento più diffuso e più “semplice” si sapesse tutto… Quel che è certo, però, è che la quantità d’acqua presente sulla terra è immensa, stimata intorno ai 1200 miliardi di tonnellate. Il nostro pianeta, infatti, è occupato per circa il 70% dall’acqua e gran parte di essa, il 97,2%, è rappresentata da acqua di mare o salmastra, non potabile, ma usata per lavorare, per l’irrigazione e per la maggior parte degli usi industriali. L’acqua dolce è ugualmente presente sul pianeta in quantità significative (40 milioni di miliardi di tonnellate), ma è trattenuta per la maggior parte dalle calotte glaciali e dai ghiacciai (2,15%); solo il rimanente 0,65% è suddiviso tra laghi, fiumi, acque sotterranee e atmosfera.

Ecco perché è di vitale importanza limitare lo scioglimento dei ghiacciai, che la maggior parte degli scienziati attribuiscono ai cambiamenti climatici connessi al surriscaldamento del globo terrestre. Senza acqua dolce la vita sul pianeta sarebbe impossibile…

L’acqua che beviamo solitamente è resa potabile grazie ad un procedimento che la libera da quelle sostanze che la renderebbero sgradevole o nociva, ad esempio inquinanti e metalli pesanti. Anche la maggior parte del nostro corpo è composto da acqua, che è l’elemento principale del sangue e delle nostre cellule e rappresenta circa il 70% del nostro peso corporeo. Per questo bere acqua serve a reintegrare i liquidi che perdiamo ogni giorno con la respirazione, il sudore e la digestione.
Per mantenerci in forma e far funzionare al meglio i nostri organi dovremmo bere almeno un litro d’acqua al giorno. Purtroppo, soprattutto le donne, per via di un’uretra conformata in modo per cui è più difficile “trattenere” la pipì, ed anche le persone anziane, tendono a bere poco e, man mano, il corpo si “abitua” alla carenza d’acqua e segnala sempre meno la necessità di idratarsi correttamente.

Il Dr. Stefano Fais, specialista in gastroenterologia, nel suo libro “La terapia antiacida per la cura dei tumori” (Ed. Macro), spiega che «se l’introito di acqua diminuisce si mettono continuamente sotto pressione i sistemi tampone dell’organismo (reni in primis). (…) L’organismo non produce acqua da solo e se non la si beve le parti del nostro corpo che ne sono più ricche (spazi sinoviali, dischi intervertebrali, liquido cefalo-rachidiano e il cervello stesso) se ne impoveriscono e creano i presupposti per un malfunzionamento con l’innesco progressivo di processi infiammatori e degenerativi tra cui una grave alterazione dell’equilibrio acido-base». Secondo il Dr. Fais sarebbe bene bere non uno, ma almeno due litri d’acqua al giorno, meglio se alcalina, ovvero con pH superiore a 7. La maggiore alcalinità, ripristinando l’equilibrio acido-base, infatti, promuoverebbe lo smaltimento delle scorie acide supportando i nostri sistemi tampone che ogni giorno devono liberare l’organismo da molecole nocive, generate da alcuni fondamentali processi fisiologici: digestione, respirazione e altri processi metabolici.

Va da sé quindi, dopo questi presupposti, che l’idratazione non è un aspetto secondario, e che l’acqua deve essere considerata un vero e proprio alimento, in grado, grazie ai minerali che contiene in maggiore o minore misura, di influenzare l’equilibrio acido-base dell’intero organismo oltre che lo stato elettrolitico che garantisce il buon funzionamento di nervi e muscoli.

D’estate, complici le temperature alte e il maggiore grado d’umidità, sudiamo di più, perdendo maggiori quantità di preziosissimo “oro blu”. Come reintegrare i liquidi in modo corretto? L’ideale è semplicemente bere, dopo aver verificato il grado di alcalinità dell’acqua del rubinetto, che è ancora la più controllata e sicura. Se il pH è troppo basso, possono servire apparecchi da applicare al rubinetto che rendano l’acqua ionizzata (quindi i minerali che la compongono risultano maggiormente bio-disponibili), ma anche alcalina, con pH che va da 8 a 14, il che la rende maggiormente idratante e assolutamente benefica per l’intero organismo.

In periodi di caldo intenso o a latitudini particolarmente difficili da un punto di vista climatico, così come in caso di pratiche sportive che comportano sudorazione intensa, invece, l’acqua può essere abbinata ad integratori che aiutano a ripristinare l’equilibrio elettrolitico grazie a complessi ricchi di minerali quali magnesio e potassio, con aggiunta di vitamine ed acido folico che, oltre a reidratare l’organismo, contribuiscono a ridurre l’affaticamento a livello muscolare (ReidraNam di NAMED®).

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