Alimentazione

La dieta alcalina ti dà una marcia in più

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Scritto da R C

In condizioni normali, i metaboliti dell’alimentazione determinano scorie “acide” (cioè con pH inferiore a 7), che vengono eliminate per via renale attraverso le urine.

Il nostro organismo può contare su meccanismi biochimici, noti come sistemi tampone, atti a neutralizzare ed eliminare le scorie, producendo sostanze alcaline in modo da mantenere il corretto equilibrio acido-base.

L’alimentazione iperproteica dei paesi industrializzati, ricca di carne e sempre più povera di nutrienti alcalinizzanti, come frutta e verdura, la vita sedentaria con scarsa ossigenazione dei tessuti, lo stress fisico e psichico ed una flora intestinale non equilibrata, possono determinare un accumulo di scorie acide. Anche alcool e fumo aumentano sensibilmente la quantità di sostanze acide che devono essere eliminate. Infine, l’attività sportiva particolarmente intensa o stressante può generare ulteriore accumulo di sostanze acide con conseguente iperacidosi.

Quando l’organismo produce troppe scorie acide, a causa, ad esempio di una dieta che privilegia cibi acidificanti, o quando la loro eliminazione diviene difficoltosa, in ragione di una ridotta capacità di smaltimento da parte di reni, polmoni e sangue, si assiste ad un accumulo di questi prodotti di scarto che comporta uno stato di acidosi metabolica che può contribuire all’insorgenza di patologie anche gravi.

Dalla semplice stanchezza fino all’osteoporosi, sono molti negativi di una dieta “acida”. Una dieta corretta e salutare dovrebbe quindi prevedere un più alto introito di alimenti dal PRAL (Potencial Renal Acid Load) negativo, cioè potenzialmente alcalinizzanti, ovvero con pH superiore a 7, per potenziare l’eliminazione delle scorie acide (a pH inferiore a 7) prodotte dall’organismo.

Gli alimenti alcalinizzanti sono prevalentemente frutta, verdura, legumi e cereali integrali (non raffinati), ma anche yogurt e ricotta, mentre quelli con PRAL positivo sono i cibi proteici e in particolar modo la carne ed i formaggi. Tra gli alimenti con PRAL negativo, che dovrebbero comporre per il 70/80% una dieta alcalina, anche gli spinaci (PRAL -14), i finocchi (con PRAL -7,9) e la frutta secca (l’uva sultanina ha PRAL -21). Il limone, considerato “acido” al gusto ha in realtà proprietà alcaline una volta assimilato e vanta un PRAL di -2,6.

Dieta, integratori contenenti sostanze alcalinizzanti sotto forma di carbonati o citrati, e l’assunzione quotidiana di almeno due litri d’acqua, meglio ancora se acqua alcalina ionizzata, sono ottimi strumenti per controllare l’acidosi.

http://acidosi.it/euronet/contenuti/file/Guida%20Informativa_Acidosi_Basen_10_2015.pdf

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