Alimentazione

I Funghi medicinali

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Scritto da R C

I funghi sono, di fatto, parte di un Regno a sé stante, né animale né vegetale, e da alcuni anni anche in Occidente sono i grandi protagonisti della cosiddetta micoterapia, quel ramo della Medicina che li utilizza nella cura e nella prevenzione di svariati disturbi e condizioni e che può essere considerato parte della più ampia branca della Fitoterapia. Quelli che definiamo, oggi come secoli fa, “funghi medicinali”, infatti, sono organismi che contengono un ampio spettro di sostanze attive e nutritive, in grado di offrire i loro migliori risultati dopo una somministrazione a medio o a lungo termine. I funghi rilasciano anche sostanze tossiche che, nell’immediato, sono in grado di causare reazioni avverse nell’organismo (nausea e diarrea in primis), pertanto la loro assunzione dovrebbe essere attentamente monitorata, tuttavia non vi è alcun dubbio che possano favorire la salute rinforzando il sistema immunitario. La ragione delle loro proprietà modulanti del sistema immunitario è da ricercarsi nelle sostanze bioattive presenti al loro interno, che svolgono una funzione regolatoria sia su sistemi immunitari iperattivi (ad esempio nel caso di allergie e reazioni autoimmuni) sia ipoattivi, ossia deboli di fronte all’esposizione ad infezioni o altre condizioni. In pratica, i funghi sono eccellenti immunoregolatori che aiutano l’organismo a raggiungere una funzione immunitaria ideale.

In natura, grazie a complessi processi enzimatici, digeriscono quanto ricavato dalle sostanze in decomposizione, assorbendole e rendendole nuovamente biodisponibili. Va da sé che ciascun fungo medicinale vanta delle specifiche caratteristiche e particolari ambiti d’azione; complessivamente questi grandi alleati della salute hanno la capacità di agire sul metabolismo glucidico e lipidico così come sulla chelazione dei metalli pesanti, oltre a rappresentare uno straordinario ingrediente per la produzione di antibiotici.

L’utilizzo dei funghi medicinali nella Medicina cosiddetta “contemporanea” e la loro importanza per la scienza medica attuale, quindi, risale ormai a più di un secolo fa. Da decenni, l’industria farmaceutica approfondisce le proprietà farmaceutiche di questi organismi attraverso ricerche scrupolose sui miceti, per valutare il loro potenziale nella produzione di sostanze farmacologicamente attive.

E’ ormai noto che molte specie di funghi sono eccezionali fonti di sostanze medicamentose: penicillina, beta-lattami, lovastatina, ciclosporina A, antibiotici appartenenti alla classe delle cefalosporine, e persino antitumorali. Tanto che nel 2000, la FDA (Food and Drug Administration) americana, una delle massime autorità mondiali per la tutela e la promozione della salute pubblica, ha ufficialmente definito i funghi medicinali “superalimenti”, sottolineando la loro capacità di prevenzione e sostegno verso una vasta gamma di condizioni patologiche, incluse quelle degenerative e croniche.

Come già accennato, pur avendo caratteristiche che li rendono efficaci in modo mirato (grazie alla presenza dei Beta-glucani), i funghi medicinali garantiscono un’azione benefica su diversi fronti:

  • modulazione e potenziamento del sistema immunitario
  • regolazione del metabolismo glucidico-lipidico
  • metabolismo energetico
  • supporto al sistema endocrino, nervoso e respiratorio
  • funzione antiossidante e anti-invecchiamento
  • funzione neuroprotettiva
  • protezione epatica
  • funzione prebiotica
  • funzione disintossicante

Tra le decine di specie di funghi medicinali, tre in particolare risultano particolarmente interessanti: Maitake, Shiitake e Cordyceps, ciascuno dei quali vanta proprietà e azioni specifiche.

Il Maitake (Grifola frondosa), oltre ad essere un fungo commestibile, ha marcate proprietà medicinali che lo hanno reso, nel corso della storia, uno dei “principi” della medicina tradizionale asiatica. In Giappone, in particolare, veniva utilizzato sia come tonico, per rinforzare il sistema immunitario e incrementare l’energia di recupero, sia come prevenzione per la pressione alta, le patologie degenerative e i tumori. In effetti, uno studio condotto presso l’Università di Zhejiang a Hangzho in Cina, che prevedeva la somministrazione di un concentrato di β-glucani, estratto dal fungo Maitake, a pazienti affetti da carcinoma polmonare e sottoposti a chemioterapia, ha evidenziato che i pazienti trattati con l’estratto in associazione alla chemioterapia sono sopravvissuti per un periodo più lungo. Questo fungo e inoltre il più indicato per il controllo della sindrome metabolica e del diabete di tipo 2, poiché agisce migliorando il metabolismo, le funzioni epatiche, il controllo glicemico e la resistenza insulinica, esercitando al contempo un effetto neuroprotettivo.

A livello di sostanze bioattive, il Maitake contiene principalmente minerali come Potassio, Ferro e Magnesio, Aminoacidi, Vitamine B1, B2 e B3, vari Polisaccaridi, tra cui Grifolano e Grifolina, i consueti Beta-glucani, lectine e metallo-proteine. È inoltre un precursore della Vitamina D2.

Per quanto riguarda il fungo Shiitake, dal 1976, viene utilizzato negli ospedali giapponesi in diversi protocolli di cura. Oltre ad esplicare un’importante funzione di sostegno del sistema immunitario, lo Shiitake svolge anche un’azione protettiva sul fegato, promuovendo la formazione di anticorpi contro l’epatite B; combatte alcune infezioni fungine (ad esempio la Candida) perché contribuisce all’eubiosi intestinale, riduce il colesterolo e contribuisce alla prevenzione dell’arteriosclerosi. Le sostanze bioattive contenute nello Shiitake includono Potassio, Ferro, Calcio, Zinco, Provitamina D, Vitamine B2, B12 ed E, Acidi grassi insaturi, tutti gli Aminoacidi Essenziali e i più comuni Aminoacidi Non Essenziali, Eritadenina (responsabile dell’effetto ipocolesterolemizzante) ed elevate quantità di Polisaccaridi.

Infine, il fungo Cordyceps – che cresce prevalentemente tra i 4000 e i 6500 metri di altitudine sulle montagne del Tibet, ma è presente anche in Cina e Nepal – è considerato, dalla cultura orientale, un vero e proprio tesoro medicinale, e viene utilizzato specialmente come tonico per aumentare vitalità ed energia di recupero, soprattutto dopo malattie debilitanti. È un grande alleato del sistema vascolare e del sistema immunitario e agisce proteggendo anche l’apparato genitourinario, quello osteoarticolare e muscolare, il fegato e le vie respiratorie. Tradizionalmente, è sfruttato per il bilanciamento della pressione sanguigna e per migliorare la funzionalità di vari organi (in particolare cuore, fegato, reni e polmoni). Dal punto di vista delle sostanze bioattive, anche il Cordyceps contiene molti Oligoelementi e Vitamine e una significativa quantità di Polisaccaridi.

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