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Iperico & Co, le piante che aiutano a sostenere il tono dell’umore

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Scritto da R C

In Italia, 3 milioni di persone soffrono di depressione, di cui oltre 2 milioni sono donne; l’incidenza di questa patologia, inoltre, è in forte incremento.

Durante l’ultimo anno, lo stato di emergenza Covid-19 ha quintuplicato i casi di depressione, mentre la metà delle persone contagiate manifesta disturbi dell’umore quali: sintomi depressivi, disturbo post-traumatico da stress, disturbo ossessivo-compulsivo, ansia o insonnia.

Nella depressione medio-lieve sono coinvolti alcuni ormoni, presenti nel cervello, i quali regolano il benessere psichico: Serotonina, Noradrenalina e Dopamina. Una riduzione dei livelli di questi ormoni comporta alcuni specifici sintomi.

La Serotonina è considerata “l’ormone del buon umore”; è un neurotrasmettitore presente nel sistema nervoso centrale e svolge un ruolo essenziale nella regolazione di alcune importanti funzioni quali umore, sonno, ciclo sonno-veglia, memoria, apprendimento e appetito. La Serotonina viene sintetizzata dal nostro organismo a partire dal Triptofano, aminoacido definito essenziale perché l’organismo umano non è in grado di produrlo e, quindi, deve necessariamente essere assunto con l’alimentazione. Una carenza di Serotonina può determinare stati di apatia, ansia, angoscia, sconforto e mancanza di energie.

La Noradrenalina, conosciuta come “ormone dello stress”, si occupa del “settaggio” dei livelli di energia del nostro corpo; carenze di Noradrenalina nel cervello, comportano una riduzione della concentrazione, della memoria e dell’elaborazione delle informazioni e affaticamento.

La Dopamina, infine, è considerata “l’ormone del piacere”; è un neurotrasmettitore coinvolto in molte funzioni cerebrali ed è attivo soprattutto nelle aree del cervello che controllano: emozioni, motivazione, pensieri e sensazioni di benessere. Una diminuzione dei livelli di Dopamina comporta un rallentamento delle capacità cognitive, eccessiva sonnolenza diurna, eccessivo senso di insoddisfazione.

Cosa è possibile fare quando compaiono questi stati emotivi?

Innanzitutto, è importante potersi confrontare con uno specialista che potrà valutarne la gravità. La fitoterapia, tuttavia, può essere un valido aiuto poiché utilizza alcune piante adatte a sostenere e regolare il tono dell’umore.

Tra queste troviamo l’Iperico, o “Erba di San Giovanni”, una pianta dalle note proprietà antidepressive e sedative. Tradizionalmente l’Iperico viene raccolto tra il 21 giugno, solstizio d’estate, e il 24 giugno, festa di San Giovanni, da cui il nome volgare con il quale la pianta è popolarmente conosciuta. L’Iperico contiene Iperforina e Ipericina, molecole in grado di aumentare i livelli dei tre neurotrasmettitori coinvolti nella depressione, Serotonina, Dopamina e Noradrenalia, esplicando un’azione positiva sul tono dell’umore. L’impiego di questa pianta nei casi di depressione lieve o medio-lieve è stato approvato come uso consolidato dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA): gli effetti riscontrati sono paragonabili a quelli ottenuti dai farmaci di sintesi ma, rispetto ai farmaci, sembra essere meglio tollerato.

La Griffonia simplicifolia, detta “fagiolo africano” per il colore nerastro che assumono i suoi semi quando giungono a maturazione, è una pianta africana i cui semi contengono 5-idrossitriptofano, un precursore diretto della Serotonina e della Melatonina. L’utilizzo di Griffonia, quindi, permette di aumentare i livelli di Melatonina e di Serotonina regolando, oltre al sonno, anche lo stress, la fame nervosa e l’ansia.

Lo Zafferano, spezia coltivata anche in Italia, il cui utilizzo in cucina è particolarmente apprezzato, non è solo un pregiato ingrediente amato dagli chef, ma è ricco di molecole come Safranale e Crocine che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale aumentando i livelli di Serotonina. Per questa ragione, lo Zafferano è indicato nella regolazione dell’umore e utilizzato come rimedio per la depressione medio-lieve. I bellissimi fiori dello Zafferano e, nello specifico, gli stimmi contenuti all’interno dei petali, sembrano dunque in grado di far tornare il sorriso.

La Schisandra chinensis, infine, è stata utilizzata fin dall’antichità nella farmacopea tradizionale cinese. In un antico testo di agricoltura cinese risalente al 300 a.C., lo Shen Nong Ben Cao Jing, si narrava dell’utilizzo della Schisandra per “prolungare gli anni di vita senza invecchiare”, poiché si riteneva aumentasse l’energia del corpo e agisse come tonico sessuale. Oggigiorno la Schisandra viene usata come tonico-adattogeno, perché dona energia psico-fisica, migliorando memoria e concentrazione; permette all’organismo di affrontare al meglio le situazioni di stress e i sovraccarichi emotivi. Inoltre, è un potente antiossidante, utile per contrastare i radicali liberi prodotti da stress psico-fisico prolungato.

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